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Pitta maniata: la pitta pasquale farcita del Crotonese

La pitta maniata, detta anche impigliata nella sua versione salata, è una pitta arricchita e farcita con salumi, formaggi, uova sode e verdure, richiusa e decorata a mano prima della cottura. È un pane delle festività pasquali diffuso nel Crotonese e nel Catanzarese, dove ogni famiglia conserva la propria combinazione di ripieno.

Pitta maniata, pane calabrese pasquale farcito e richiuso a mano
Pitta maniata pasquale farcita con salumi, formaggi e uova sode.
Origine
Crotone
Regione
Calabria
Categoria
Pane farcito / Street food
Ricetta tradizionale

Ricetta tradizionale della pitta maniata

Ingredienti e procedimento per 8 persone.

8 porzioniPrep 3hCottura 40 min

Ingredienti

Per 8 persone

  • 500 g di farina di grano tenero tipo 0
  • 10 g di lievito di birra fresco
  • 300 ml circa di acqua tiepida
  • 10 g di sale, 1 cucchiaio di olio extravergine di oliva
  • 150 g di salame o capocollo a cubetti
  • 150 g di caciocavallo o provola a cubetti
  • 3 uova sode a fette
  • 1 uovo per spennellare

Preparazione

  1. Preparare l'impasto della pitta come nella ricetta base, sciogliendo il lievito nell'acqua tiepida e impastando con farina, sale e olio.

  2. Lasciare lievitare coperto per circa due ore, fino al raddoppio

  3. Dividere l'impasto in due parti, una leggermente più grande dell'altra.

  4. Stendere la parte più grande in un disco e farcirla con salame, caciocavallo e uova sode a fette, lasciando libero il bordo.

  5. Coprire con il secondo disco di pasta più piccolo e sigillare bene i bordi, arrotolandoli su sé stessi.

  6. Decorare la superficie incidendo motivi con la punta di un coltello, secondo la tradizione locale.

  7. Spennellare con l'uovo sbattuto e lasciare lievitare ancora 30 minuti

  8. Cuocere in forno già caldo a 190 °C per circa 35-40 minuti, finché la superficie è ben dorata.

La versione tradizionale prevede
  • farina di grano tenero tipo 0
  • lievito di birra fresco
  • circa di acqua tiepida
  • sale, 1 cucchiaio di olio extravergine di oliva
  • salame o capocollo a cubetti
  • caciocavallo o provola a cubetti
Cosa non prevede
  • Ripieni dolci: la pitta maniata è tradizionalmente salata
  • Farciture con ingredienti non calabresi che ne alterano il carattere regionale
Storia e origine

Il pane delle feste che racchiude un ripieno

La pitta maniata deriva dalla pitta base calabrese, arricchita nella versione festiva con un ripieno abbondante e richiusa manualmente prima della cottura, da cui il nome 'maniata', ossia 'lavorata con le mani'.

La ricchezza del ripieno — salumi, formaggi, uova sode — ne fa un piatto tradizionalmente riservato alle festività pasquali, quando la tavola calabrese si arricchisce di ingredienti che nel resto dell'anno erano consumati con più parsimonia.

Le caratteristiche in breve

Impasto simile a quello della pitta base, arricchito con un ripieno abbondante.
Chiusura a mano dell'impasto attorno al ripieno, con decorazioni superficiali.
Piatto ricco, pensato per essere tagliato a fette e condiviso.

2 errori da evitare

  1. 01
    Non sigillare bene i bordi, con fuoriuscita del ripieno durante la cottura.
  2. 02
    Farcire eccessivamente, rendendo difficile la chiusura e la cottura uniforme.

Domande frequenti

Che cosa significa 'maniata'?

In dialetto calabrese significa 'lavorata con le mani', riferendosi alla chiusura e alla decorazione manuale dell'impasto attorno al ripieno.

La pitta maniata si mangia calda o fredda?

Si consuma tiepida o a temperatura ambiente, tagliata a fette come un pane farcito, spesso portata in tavola durante il pranzo di Pasqua.

Qual è la differenza con la pitta 'mpigliata dolce?

La pitta 'mpigliata (o 'nchiusa) è un dolce natalizio a base di sfoglie arrotolate con noci e miele; la pitta maniata è invece una preparazione salata pasquale, con impasto diverso e ripieno di salumi e formaggi.

Fonti

Fonti e verifica editoriale

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Ultima revisione editoriale: 02 agosto 2026.