Cedrata: che cos'è, storia e differenza fra il cedro e la bibita

Succo ed essenza di cedro, colore giallo tenue e finale amaricante: la bibita italiana che nasce dall'agrume più antico del Mediterraneo.

Bicchiere di cedrata giallo tenue con cedro intero e fetta di cedro accanto
Bicchiere di cedrata fredda, giallo tenue e leggermente frizzante, con un cedro intero e una fetta accanto.

Caratteristiche del prodotto

  • Bibita analcolica, dolce, leggermente frizzante, di colore giallo pallido e aspetto velato.
  • Aroma agrumato ampio, con nota resinosa e balsamica tipica della buccia del cedro.
  • Gusto dolce all'attacco e amaricante nel finale, meno acido di una limonata.
  • Si serve molto fredda, liscia o con ghiaccio, come dissetante e come analcolico da bar.
  • Base tipica: acqua, zucchero, succo e/o infuso di cedro, essenza di buccia, anidride carbonica, acido citrico.

Differenze dal prodotto generico

  • Rispetto al cedro: il cedro è il frutto (Citrus medica), caratterizzato da buccia spessissima e polpa scarsa; la cedrata è la bevanda ottenuta dal suo succo e dalla sua essenza.
  • Rispetto alla limonata: la limonata è acida e nettamente citrina, la cedrata è più dolce, più aromatica e con un amaro finale.
  • Rispetto al chinotto: il chinotto è una bibita scura e decisamente amara; la cedrata è chiara e con amaro discreto.
  • Rispetto agli sciroppi: la cedrata si consuma già diluita e carbonata, non è un concentrato da allungare come l'orzata.

Territorio di produzione

  • La Lombardia è il riferimento storico della bevanda: a Salò, sul lago di Garda, la lavorazione bresciana dello sciroppo di cedro documentata dalla fine del Settecento porta nel Novecento alla cedrata come bibita imbottigliata, poi diffusa in tutta Italia.
  • La Calabria è il riferimento agricolo: la Riviera dei Cedri, fra Diamante, Santa Maria del Cedro e Scalea, concentra la cedricoltura italiana e fornisce gran parte della materia prima.
  • In Sicilia e in Campania il cedro è coltivato in areali minori e alimenta canditi, liquori e bibite locali.
  • Oggi la produzione di cedrata è nazionale e riguarda sia piccoli imbottigliatori sia grandi gruppi delle bibite analcoliche.
Zona della certificazione

Origini e tradizioni regionali della cedrata

La Regione primaria indica il legame storico più forte con la bevanda; la filiera agricola del cedro ha però il suo centro in Calabria.

Storia e documentazione

Il cedro è il primo agrume arrivato nel Mediterraneo e in Italia è coltivato da secoli soprattutto per la scorza, usata in canditura, liquoreria e profumeria.

Fra Settecento e Ottocento la lavorazione degli sciroppi di cedro si consolida in area bresciana, sul lago di Garda, dove operano spezierie e laboratori specializzati nella distillazione degli agrumi.

Nel Novecento lo sciroppo diventa bibita imbottigliata e la cedrata entra nel repertorio degli analcolici da bar italiani, accanto a chinotto, gazzosa, spuma e aranciata.

La diffusione è nazionale, con una presenza particolarmente forte nel Meridione, dove la disponibilità di agrumi ha favorito anche produzioni locali.

Il rapporto con la produzione industriale è parte della storia della bevanda, ma la cedrata resta una categoria di prodotto e non l'insegna di un singolo marchio.

Materie prime

  • Succo e infuso di cedro (Citrus medica).
  • Essenza ottenuta dalla scorza del cedro, che porta la nota resinosa.
  • Acqua e anidride carbonica.
  • Zucchero.
  • Acido citrico come correttore di acidità; nelle versioni industriali coloranti e aromi dichiarati in etichetta.

Lavorazione

  1. I cedri vengono selezionati e lavorati principalmente per la scorza, la parte più ricca di oli essenziali.
  2. Dalla scorza si ricava l'essenza per spremitura a freddo; dalla polpa si ottiene il succo, poco abbondante e molto acido.
  3. Essenza e succo vengono uniti a uno sciroppo di zucchero, ottenendo la base concentrata della bevanda.
  4. La base viene diluita con acqua, corretta con acido citrico e saturata di anidride carbonica.
  5. Segue l'imbottigliamento a freddo, che preserva l'effervescenza e gli aromi volatili.

Stagionatura

  • Nessuna stagionatura: la cedrata è una bibita pronta al consumo.
  • La qualità aromatica decade con il tempo e con l'esposizione alla luce: si conserva al riparo dal calore.

Disciplinare

  • Non esiste alcuna DOP, IGP o STG registrata per la cedrata: la verifica sul registro europeo eAmbrosia è negativa.
  • «Cedrata» è un nome comune di prodotto e non una denominazione protetta né un marchio.
  • Le tutele riguardano semmai la materia prima agricola: il cedro della Riviera dei Cedri è oggetto di riconoscimenti e valorizzazioni regionali.
  • I marchi commerciali che producono cedrata non costituiscono certificazioni di qualità.

Come riconoscere il prodotto autentico

  • Il colore deve essere giallo tenue e leggermente velato, non giallo acceso e limpido come una limonata industriale.
  • L'etichetta di un prodotto di qualità indica una percentuale reale di succo o infuso di cedro.
  • Al naso deve emergere la nota resinosa della scorza, non solo un profumo dolce di agrume generico.
  • Il finale amaricante è un carattere della bevanda, non un difetto.

Utilizzo nella cucina tradizionale

  • Come bibita fredda dissetante, servita liscia e senza guarnizioni elaborate.
  • Come base analcolica da bar, con ghiaccio e una fetta sottile di cedro.
  • In pasticceria, per bagnare dolci al cucchiaio e sorbetti agrumati.
  • In miscelazione, come componente analcolica in long drink leggeri.

Conservazione

  • In luogo fresco e al riparo dalla luce prima dell'apertura.
  • Dopo l'apertura in frigorifero, ben chiusa: perde rapidamente carbonazione e profumo.
  • Va consumata fredda ma non ghiacciata, per non spegnere l'aroma della scorza.

Curiosità

Il cedro produce pochissimo succo: la parte pregiata è la buccia spessa e bianca, la stessa che viene candita.

La cedrata è una delle poche bibite italiane il cui aroma dipende più dalla scorza che dal succo.

Domande frequenti

Che differenza c'è fra cedro e cedrata?
Il cedro è l'agrume, un frutto dalla buccia molto spessa e dalla polpa scarsa; la cedrata è la bibita analcolica ottenuta dal suo succo e dalla sua essenza, con acqua, zucchero e anidride carbonica.
La cedrata è una limonata?
No. La limonata è acida e nettamente citrina; la cedrata è più dolce, ha un aroma resinoso di scorza e un finale amaricante caratteristico.
La cedrata è calabrese o lombarda?
Sono legami diversi e complementari: la Calabria è il cuore agricolo della cedricoltura italiana, la Lombardia — in particolare l'area di Salò e Brescia — è il riferimento storico della lavorazione dello sciroppo di cedro e della bibita imbottigliata.
La cedrata ha una certificazione DOP o IGP?
No. Sul registro europeo eAmbrosia non risulta alcuna DOP, IGP o STG per la cedrata: è un nome comune di prodotto. I riconoscimenti riguardano la materia prima agricola, non la bevanda.
Perché la cedrata è leggermente amara?
Perché l'aroma proviene dagli oli essenziali della scorza del cedro, che contengono componenti amaricanti. È un tratto distintivo della bevanda, non un difetto.

Fonti

  • Istituto della Enciclopedia Italiana — Treccani, Vocabolario online: voci «cedrata», «gazzosa», «spuma», «tamarindo» www.treccani.it. Consultato il 07 agosto 2026. Definizioni, grafie ammesse ed etimologie verificate su fonte enciclopedica.
  • CREA — Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria, Agrumicoltura italiana: specie minori e cedro www.crea.gov.it. Consultato il 07 agosto 2026. Dati sulla cedricoltura italiana e sulle aree di coltivazione del cedro.
  • Slow Food Italia, Arca del Gusto e Presìdi: agrumi e bevande tradizionali italiane www.fondazioneslowfood.com. Consultato il 07 agosto 2026. Schede su cedro di Diamante e produzioni artigianali di bibite.
  • Regione Calabria, Elenco regionale dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali www.regione.calabria.it. Consultato il 07 agosto 2026. Riferimenti sulla cedricoltura della Riviera dei Cedri.
  • Commissione europea — eAmbrosia, Registro UE delle indicazioni geografiche e delle denominazioni di qualità ec.europa.eu. Consultato il 07 agosto 2026. Verifica negativa: nessuna DOP, IGP o STG registrata per queste bibite.

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