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Miele del Pollino: le fioriture spontanee dell'Appennino lucano

Il Miele del Pollino comprende diverse produzioni di miele, uniflorali e millefiori, ottenute nelle aree interne del Parco Nazionale del Pollino e dell'Appennino lucano. Derivano da fioriture spontanee di alta quota, in territori con scarsa presenza di coltivazioni intensive, e presentano caratteristiche sensoriali legate alla flora locale.

Vasetto di Miele del Pollino ambrato accanto a un pezzo di favo
Vasetto di Miele del Pollino con favo, su sfondo di fiori di montagna.

Caratteristiche del prodotto

  • Comprende diverse tipologie, uniflorali (ad esempio castagno, sulla, erica) e millefiori.
  • Colore variabile dal chiaro all'ambrato scuro secondo la fioritura prevalente.
  • Aromi legati alla flora spontanea di montagna, con profili anche intensi nei mieli di castagno.
  • Prodotto in quantità limitate da apicoltori locali.

Territorio di produzione

  • Aree interne del Parco Nazionale del Pollino, in provincia di Potenza.
  • Appennino lucano meridionale, con arnie collocate in prossimità di boschi e pascoli d'altura.

Materie prime

  • Nettare di fioriture spontanee di castagno, sulla, erica e altre essenze del Pollino, a seconda della tipologia di miele.

Lavorazione

  1. Posizionamento delle arnie in prossimità delle fioriture di riferimento.
  2. Raccolta dei favi a opercolatura completa e smielatura a freddo.
  3. Filtrazione e decantazione del miele prima dell'invasettamento.

Stagionatura

  • Non prevista: il miele si conserva naturalmente a lungo se ben conservato.
  • Alcuni mieli tendono alla cristallizzazione naturale nel tempo, fenomeno che non ne altera la qualità.

Disciplinare

  • Iscritto nell'elenco nazionale dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della Basilicata.
  • Non è coperto da un disciplinare di denominazione europea DOP o IGP.

Utilizzo nella cucina tradizionale

  • A tavola con formaggi lucani stagionati, in particolare pecorino e canestrato.
  • Come dolcificante naturale in tisane e preparazioni dolciarie casalinghe.
  • Nella preparazione di dolci tradizionali come la cupeta lucana.

Conservazione

  • In luogo fresco, asciutto e al riparo dalla luce diretta.
  • In vasetto ben chiuso, senza necessità di refrigerazione.

Curiosità

Il Parco Nazionale del Pollino, fra i più estesi d'Italia, conserva ampie aree di flora spontanea che sostengono un'apicoltura di nicchia con scarsa presenza di coltivazioni intensive nelle vicinanze.

Domande frequenti

Che tipo di miele comprende la denominazione?
Diverse tipologie, uniflorali come il miele di castagno, di sulla o di erica, e millefiori, tutte legate alle fioriture spontanee delle aree interne del Pollino e dell'Appennino lucano.
Perché alcuni mieli del Pollino sono più scuri?
Il colore dipende dalla fioritura prevalente: i mieli di castagno, ad esempio, sono tipicamente più scuri e dal sapore più intenso rispetto ai millefiori chiari.
Con quali prodotti lucani si abbina?
Con i formaggi stagionati come il pecorino di Filiano e il canestrato di Moliterno, e nella preparazione di dolci tradizionali a base di frutta secca.

Fonti

  • Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Elenco nazionale dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT) www.politicheagricole.it. Consultato il 02 agosto 2026.
  • Regione Basilicata, Agricoltura, prodotti tipici e tradizioni alimentari lucane www.regione.basilicata.it. Consultato il 02 agosto 2026.

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Ultima revisione editoriale: 02 agosto 2026.