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Prosciutto di San Daniele DOP: microclima, lavorazione e stagionatura

Il Prosciutto di San Daniele DOP è un prosciutto crudo stagionato prodotto esclusivamente nel territorio del comune di San Daniele del Friuli, con cosce di suini italiani e sale marino come unico conservante. È riconoscibile per la forma a chitarra, con lo zampino lasciato integro, e per il caratteristico incontro tra l'aria proveniente dalle Prealpi e quella del mare Adriatico che caratterizza il microclima locale di stagionatura.

Prosciutto di San Daniele DOP a forma di chitarra con lo zampino, affettato sottile
Prosciutto di San Daniele DOP affettato, con lo zampino integro sul tagliere.

Caratteristiche del prodotto

  • Forma a chitarra, allungata e senza parti tondeggianti pronunciate, con lo zampino mantenuto integro.
  • Colore rosa uniforme al taglio, alternato da venature bianche di grasso.
  • Profumo dolce e delicato, privo di note pungenti o eccessivamente saline.
  • Sapore equilibrato, dolce in bocca, senza retrogusti amari.

Territorio di produzione

  • L'intera lavorazione, dalla salagione alla stagionatura, avviene esclusivamente nel territorio del comune di San Daniele del Friuli, in provincia di Udine.
  • Il microclima locale nasce dall'incontro tra le correnti fresche provenienti dalle Prealpi Carniche e quelle più umide che risalgono dal mare Adriatico, elemento che il disciplinare individua come determinante per la stagionatura.

Materie prime

  • Cosce fresche di suini italiani, nati e allevati in un'area geografica definita dal disciplinare interregionale delle carni suine destinate ai prosciutti DOP.
  • Sale marino, unico ingrediente di conservazione ammesso.

Lavorazione

  1. Selezione delle cosce fresche secondo peso e caratteristiche stabilite dal disciplinare.
  2. Salagione a secco con sale marino, ripetuta in più fasi nell'arco di alcune settimane.
  3. Pressatura della coscia, passaggio che distingue il San Daniele e ne determina la forma caratteristica a chitarra.
  4. Riposo e asciugatura in celle a temperatura e umidità controllate prima del trasferimento nei prosciuttifici per la stagionatura.

Stagionatura

  • Stagionatura minima di tredici mesi, condotta nei locali dei prosciuttifici di San Daniele del Friuli con finestre aperte all'aria naturale nelle fasi opportune.
  • Il calo di peso durante la stagionatura è monitorato secondo i parametri del disciplinare.
  • Al termine ogni coscia idonea è marchiata a fuoco con il sigillo DOP che riporta la denominazione e la sagoma della regione geografica.

Disciplinare

  • Denominazione di Origine Protetta riconosciuta a livello europeo e iscritta nel registro eAmbrosia.
  • Il disciplinare fissa area di produzione, razze suine ammesse, peso minimo delle cosce, tempi di lavorazione e stagionatura minima.
  • Il controllo è affidato a un organismo terzo autorizzato dal MASAF, che verifica la conformità prima dell'apposizione del marchio a fuoco.

Utilizzo nella cucina tradizionale

  • Affettato sottile e servito da solo, accompagnato da pane casereccio.
  • Con melone o fichi freschi come antipasto estivo.
  • Come farcitura in panini e tramezzini, senza ulteriore cottura per non alterarne la delicatezza.
  • In piccole quantità per insaporire risotti o involtini di carne, aggiunto a fine cottura.

Conservazione

  • Intero, in luogo fresco e ventilato, avvolto in un panno di cotone.
  • Affettato, in frigorifero, consumato preferibilmente entro pochi giorni per non perdere aroma e morbidezza.
  • Il grasso superficiale va lasciato a protezione della fetta fino al momento del consumo.

Curiosità

Il marchio a fuoco con la sagoma della regione è apposto solo dopo che ogni singola coscia ha superato la verifica di conformità: non tutte le cosce lavorate a San Daniele diventano DOP.

Il mantenimento dello zampino integro è una caratteristica distintiva rispetto ad altri prosciutti crudi italiani.

Domande frequenti

Perché il Prosciutto di San Daniele si può produrre solo lì?
Il disciplinare DOP vincola l'intera lavorazione — salagione, pressatura e stagionatura — al territorio del comune di San Daniele del Friuli, individuato per il microclima particolare dato dall'incontro tra aria alpina e aria adriatica.
Che differenza c'è con il Prosciutto di Parma?
Sono entrambi prosciutti crudi DOP con lavorazione a base di sale marino, ma differiscono per area geografica, microclima di stagionatura e tecnica: il San Daniele prevede la pressatura della coscia, che gli conferisce la caratteristica forma a chitarra.
Perché lo zampino resta attaccato?
È una caratteristica identificativa della lavorazione tradizionale locale, che distingue visivamente il prosciutto fin dalla fase di produzione.

Fonti

  • Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Elenco dei prodotti DOP, IGP e STG italiani www.politicheagricole.it. Consultato il 02 agosto 2026.
  • Commissione Europea — eAmbrosia, Registro europeo delle denominazioni DOP, IGP e STG ec.europa.eu. Consultato il 02 agosto 2026.
  • Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Agroalimentare, produzioni tradizionali e denominazioni regionali www.regione.fvg.it. Consultato il 02 agosto 2026.

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Ultima revisione editoriale: 02 agosto 2026.