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Ricotta di malga del Grappa: la ricotta fresca degli alpeggi

La ricotta di malga del Grappa è ottenuta dal siero residuo della lavorazione del Morlacco del Grappa negli alpeggi del massiccio omonimo. Prodotta con metodi artigianali direttamente in malga, si consuma tipicamente calda, appena estratta, oppure con un filo di miele, ed è legata alla tradizione casearia estiva delle malghe venete.

Ricotta di malga del Grappa, latticino fresco degli alpeggi veneti
Ricotta di malga del Grappa appena estratta, ancora calda.

Caratteristiche del prodotto

  • Consistenza morbida e umida, dal sapore dolce e delicato.
  • Prodotta a partire dal siero residuo della caseificazione del Morlacco.
  • Consumo tipicamente immediato, appena dopo la lavorazione in malga.

Territorio di produzione

  • Alpeggi del massiccio del Grappa, tra le province di Vicenza, Treviso e Belluno, dove si pratica l'alpeggio estivo del bestiame.

Materie prime

  • Siero di latte vaccino, residuo della lavorazione del formaggio Morlacco del Grappa.

Lavorazione

  1. Riscaldamento del siero residuo della caseificazione fino a temperature elevate.
  2. Affioramento delle proteine del siero (albumine) in superficie, raccolte con una schiumarola.
  3. Messa in fuscelle per far scolare il liquido in eccesso, con brevissima asciugatura.

Stagionatura

  • Non prevista: è un prodotto fresco, da consumare entro pochi giorni dalla produzione.

Disciplinare

  • Prodotto Agroalimentare Tradizionale (PAT) del Veneto, iscritto nell'elenco del MASAF.

Utilizzo nella cucina tradizionale

  • Calda, appena prodotta, con un filo di miele o zucchero, come merenda in malga.
  • In preparazioni dolci e salate, dai ripieni di pasta fresca ai dolci da forno.

Conservazione

  • In frigorifero, per pochi giorni, trattandosi di un latticino fresco senza conservanti.

Domande frequenti

Da cosa si ricava la ricotta di malga del Grappa?
Dal siero residuo della lavorazione del Morlacco del Grappa, riscaldato fino a far affiorare le proteine ancora presenti nel liquido.
Come si consuma tradizionalmente in malga?
Calda, appena estratta dalla caldaia, spesso con l'aggiunta di un filo di miele.

Fonti

  • MASAF, Elenco nazionale dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT) www.politicheagricole.it. Consultato il 27 luglio 2026. Elenco ufficiale dei PAT per regione, curato dal Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste.
  • Regione del Veneto, Regione del Veneto — Agricoltura e prodotti tipici www.regione.veneto.it. Consultato il 27 luglio 2026. Portale istituzionale della Regione del Veneto per agricoltura, filiere e prodotti tipici regionali.

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