Itinerario · Emilia-Romagna

Itinerario in Romagna: piadina, passatelli e cucina di mare

La Romagna gastronomica vive su due geografie parallele: la costa adriatica, con i porti canale e il pescato azzurro cucinato in guazzetto, e l'entroterra collinare tra Bertinoro, Santarcangelo e Sogliano al Rubicone, dove nascono paste ripiene, formaggi affinati sottoterra e i vini Sangiovese e Albana. La piadina, cibo di strada quotidiano più che piatto da ristorante, fa da cerniera tra i due mondi: si trova tanto nei chioschi della riviera quanto nelle case di collina, farcita con squacquerone o con salumi. Questo itinerario di due giorni attraversa entrambe le anime della regione, dal Borgo San Giuliano di Rimini fino alle fosse di stagionatura di Sogliano, passando per il porto canale di Cesenatico disegnato in parte da Leonardo da Vinci.

  • 2 giorni
  • Rimini, Cesena e Romagna interna
  • Difficoltà: Facile
  • Stagione: Primavera e inizio autunno; sardoncini e canocchie migliori da settembre
Barche da pesca in legno colorate nel porto canale di Cesenatico al tramonto

Le tappe dell'itinerario

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    Rimini: piadina e Squacquerone DOP

    Borgo San Giuliano

    Il modo più diretto per entrare nella cucina romagnola è un chiosco di piadina nel Borgo San Giuliano, quartiere di pescatori oggi decorato da murales dedicati a Fellini. La piadina riminese, sottile e cotta sul testo, si farcisce classicamente con Squacquerone di Romagna DOP, formaggio fresco spalmabile a pasta molle, e rucola: un abbinamento che mostra subito il rapporto tra impasto, grassi (strutto o olio) e cottura veloce che definisce questo pane. È utile assaggiarla qui prima di confrontarla con le varianti più sottili di Santarcangelo che si trovano nella tappa collinare.

    La piadina si compra al chiosco, non al ristorante: è street food quotidiano, non una pietanza da menù.

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    Cesenatico: il porto canale e il brodetto

    Porto canale leonardesco

    Il porto canale di Cesenatico, il cui progetto è attribuito in parte a Leonardo da Vinci, ospita ancora le barche storiche del Museo della Marineria, ormeggiate lungo le banchine. È qui che si pranza con il brodetto romagnolo, zuppa di pesce misto dell'Adriatico cotta con pomodoro e poco altro condimento, insieme a sardoncini alla griglia e poveracce quando la stagione lo consente, indicativamente da fine estate. Il pesce azzurro, povero e abbondante, resta la base della cucina costiera romagnola più della sogliola o del branzino, riservati a ricorrenze o a un pubblico turistico.

    Sulla costa i menù del pescato cambiano ogni giorno: conviene affidarsi al suggerimento del giorno più che a un piatto fisso.

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    Santarcangelo e Bertinoro: passatelli e strozzapreti

    Santarcangelo di Romagna e Bertinoro

    Lasciata la costa, l'entroterra collinare propone la cucina di terra romagnola: passatelli in brodo, impastati con pangrattato, uova e Parmigiano e cotti in brodo di carne, strozzapreti al ragù di salsiccia e cappelletti romagnoli in brodo, versione locale della pasta ripiena natalizia diffusa in tutta la regione. Bertinoro, chiamata il balcone di Romagna per la vista sulla pianura, è anche zona di produzione del Romagna Sangiovese DOC, il vino rosso che accompagna tradizionalmente questi primi piatti e la carne alla brace, incluso il castrato tipico delle occasioni conviviali di collina.

    In collina molte cantine di Sangiovese offrono degustazioni senza prenotazione nel fine settimana, ma è comunque utile chiamare prima.

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    Brisighella: l'olio DOP tra gli ulivi delle tre colline

    Brisighella

    Brisighella, borgo riconosciuto tra i più caratteristici d'Italia per le sue tre rocche su altrettante colline, è anche zona di produzione dell'Olio di Brisighella DOP, ottenuto principalmente dalla cultivar Nostrana di Brisighella su terreni calanchivi. È una tappa più agricola che gastronomica in senso stretto, utile per capire come la collina romagnola non produca solo vino e formaggi ma anche un olio dal gusto fruttato e leggermente piccante, da assaggiare a crudo su una fetta di pane casereccio o sulla stessa piadina della prima tappa.

    I frantoi della zona sono più attivi da novembre a dicembre, durante la raccolta e la molitura delle olive.

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    Sogliano al Rubicone: il Formaggio di Fossa DOP

    Valle del Rubicone

    Ultima tappa nelle fosse di arenaria scavate nel tufo, tradizionalmente aperte il 25 novembre dopo tre mesi di stagionatura sotterranea: il Formaggio di Fossa di Sogliano DOP ne esce compatto, ambrato e con un aroma intenso, quasi tartufato, che lo distingue nettamente dal pecorino o dallo squacquerone assaggiati nelle tappe precedenti. Si chiude idealmente con una fetta di ciambella romagnola e un bicchiere di Romagna Albana DOCG passito, il vino bianco che in versione dolce regge il confronto con l'intensità del formaggio.

    Chiedete sempre la data di infossatura: cambia radicalmente il profilo aromatico del formaggio in vendita.

La piadina come confine tra costa e collina

La piadina non è un piatto unico: a Rimini è tradizionalmente più spessa e morbida, a Santarcangelo e nell'entroterra si tende a una sfoglia più sottile e croccante. Le farciture seguono la stessa logica geografica: sulla costa prevalgono formaggi freschi come lo squacquerone e verdure di stagione, in collina si aggiungono più spesso salumi e formaggi stagionati. Riconoscere queste variazioni locali aiuta a capire perché la piadina, pur essendo il simbolo gastronomico più diffuso della Romagna, non abbia una versione unica e uniforme in tutta la regione.

Fosse e cantine: due modi di conservare sottoterra

Sogliano al Rubicone porta all'estremo un principio diffuso in tutta la Romagna interna, quello della conservazione in ambienti scavati nel terreno: le fosse per il formaggio, un tempo usate anche per nascondere il grano, e le cantine ipogee di molte aziende vinicole della zona di Bertinoro, scavate nello stesso tufo. Il risultato è una regione dove la stagionatura sotterranea, più che la tecnologia moderna, resta ancora un elemento distintivo di alcuni tra i prodotti più identitari, dal formaggio di fossa ai vini più strutturati.

Consigli pratici

  • La piadina si compra al chiosco, non al ristorante: è cibo di strada quotidiano più che una pietanza da menù.
  • Sulla costa i menù del pescato cambiano ogni giorno: fidatevi del suggerimento del giorno più che di un piatto fisso.
  • In collina molte cantine di Sangiovese offrono degustazioni senza prenotazione nel fine settimana, ma prenotare resta comunque consigliabile.
  • Il Formaggio di Fossa si trova al meglio da fine novembre, subito dopo l'apertura tradizionale delle fosse il 25 novembre.
  • Per i frantoi di Brisighella, il periodo migliore per assistere alla molitura è tra novembre e dicembre.
  • Muoversi in auto tra costa e collina richiede in genere mezza giornata di trasferimento: non è un itinerario da fare di corsa.

Domande frequenti

Fonti e approfondimenti

Fonti consultate
  • Consorzio di Promozione e Tutela della Piadina Romagnola IGP, Piadina Romagnola IGP — disciplinare e areale di produzione www.consorziopiadinaromagnola.it. Consultato il 11 agosto 2026.
  • Comune di Rimini, Sito istituzionale del Comune di Rimini www.comune.rimini.it. Consultato il 11 agosto 2026.
  • Comune di Cesenatico, Sito istituzionale del Comune di Cesenatico www.comune.cesenatico.fc.it. Consultato il 11 agosto 2026. Porto canale, marineria e cucina adriatica.
  • Consorzio Vini di Romagna, Denominazioni e disciplinari dei vini di Romagna www.consorziovinidiromagna.it. Consultato il 11 agosto 2026.
  • MASAF — Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Elenco dei prodotti DOP, IGP e STG italiani www.masaf.gov.it. Consultato il 11 agosto 2026.

Cosa mangiare in città

Questo itinerario è un percorso da fare sul posto. Per una panoramica completa di piatti e prodotti, consulta la guida gastronomica della città.

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