Itinerario del Salento: pasticciotto leccese, Primitivo di Manduria e pesce dello Ionio
Il Salento è la punta più meridionale della Puglia, terra di masserie, ulivi secolari e due mari. L'itinerario segue tre tappe: la Lecce barocca del pasticciotto e dei ciceri e tria, Gallipoli e il suo mercato ittico affacciato sullo Ionio, Manduria e l'entroterra tarantino del Primitivo. Non è un percorso di mare puro, ma un incrocio tra pasticceria da forno, primi piatti di pesce e vini rossi da uve appassite in pianta.
- 2 giorni
- Salento (Lecce, Gallipoli, Manduria)
- Difficoltà: Facile
- Stagione: Primavera–autunno

Le tappe dell'itinerario
- 1
Lecce: pasticciotto, rustico e ciceri e tria
Lecce centro storico
Colazione salentina tra le pietre chiare del barocco leccese: il pasticciotto, guscio di pasta frolla ripieno di crema pasticcera cotto in stampini monoporzione, va mangiato tiepido appena sfornato. A metà mattina si passa al rustico leccese, sfoglia salata con besciamella, mozzarella e pomodoro. A pranzo i ciceri e tria, pasta fresca a nastro servita in parte lessata e in parte fritta insieme ai ceci, piatto povero contadino tra i più identitari della città.
Chiedete sempre il pasticciotto appena uscito dal forno: freddo perde la fragranza della frolla.
- 2
Lecce: la cotognata come chiusura dolce
Lecce
Nelle pasticcerie storiche del centro si trova ancora la cotognata leccese, gelatina di mele cotogne cotte a lungo con zucchero e tagliata a losanghe, tradizionalmente preparata in autunno quando le cotogne maturano negli orti salentini. È un dolce da credenza, meno noto del pasticciotto ma altrettanto radicato nelle famiglie del Salento, spesso regalato nei mesi freddi insieme ad altri dolci da conservazione.
ProdottiSi conserva a lungo: è un souvenir gastronomico più pratico dei dolci freschi.
- 3
Gallipoli: il crudo e il pesce dello Ionio
Gallipoli borgo antico
Sul mercato ittico coperto di Gallipoli, affacciato sul porto peschereccio, si osserva lo sbarco del pescato e si degusta il crudo di gamberi rossi, scampi e ricci di mare appena aperti. Nelle trattorie del borgo antico, tra i vicoli che si affacciano sullo Ionio, si trovano i primi piatti di mare della tradizione tarantina e salentina, spesso con tubettini o cavatelli, cozze e patate.
Il mercato del pesce apre presto: andateci al mattino per vedere lo sbarco e scegliere cosa mangiare a pranzo.
- 4
Taranto e l'entroterra ionico: tiella di cozze
Taranto
Deviando verso Taranto, capitale della mitilicoltura pugliese, si assaggia la tiedd di cozze alla tarantina, tortiera di riso, patate e cozze cotta al forno per assorbire i sapori del mare senza acqua di cottura. È un piatto della cucina povera tarantina, diverso dalla più nota tiella barese, e racconta il legame stretto tra la città e il suo Mar Piccolo.
Ordinatela ben calda: la tortiera al forno perde sapore se lasciata raffreddare.
- 5
Manduria: il Primitivo e il Negroamaro
Manduria
Chiusura nell'entroterra tra Taranto e Brindisi, terra del Primitivo di Manduria DOC, rosso corposo da uve appassite ancora in pianta sotto il sole salentino, e del Negroamaro di Terra d'Otranto IGT, più fresco e speziato. Le cantine storiche della zona propongono degustazioni guidate tra i vigneti ad alberello, sistema di allevamento tradizionale della zona.
Prenotate le degustazioni in cantina con anticipo, soprattutto nei weekend di alta stagione.
Perché il pasticciotto va mangiato caldo
Il pasticciotto leccese nasce come dolce da forno per la colazione, non da pasticceria a lunga conservazione: la frolla, sottile e friabile, è pensata per essere consumata pochi minuti dopo la cottura, quando la crema pasticcera all'interno è ancora calda e fluida. Con il raffreddamento la crema si rassoda e la frolla perde la fragranza che lo caratterizza. Per questo nei bar storici di Lecce si vedono teglie che escono dal forno a ondate regolari durante la mattinata, ed è normale chiedere al banco quale sia l'infornata più recente prima di ordinare.
Il Primitivo di Manduria e l'appassimento in pianta
Il Primitivo di Manduria DOC deve la sua struttura a un metodo di maturazione particolare: le uve, coltivate soprattutto ad alberello su terreni rossi ricchi di ferro, restano più a lungo sulla pianta e in parte appassiscono naturalmente sotto il sole estivo salentino, concentrando zuccheri ed estratti. Ne risulta un vino corposo, alcolico, con note di frutta matura e spezie scure. La denominazione comprende anche una versione dolce naturale, meno diffusa fuori regione ma storicamente importante per l'economia vinicola della zona.
Cucina di terra e cucina di mare nello stesso itinerario
Il Salento alterna, spesso nella stessa giornata, piatti di terra come i ciceri e tria e primi di mare come i tubettini con cozze e patate: una convivenza dovuta alla doppia natura del territorio, stretto tra Adriatico e Ionio ma con un entroterra agricolo fatto di ulivi, ortaggi e legumi. Questo itinerario riflette quella doppia anima, alternando tappe di pasticceria e cucina povera contadina a tappe di pescato e cantine, senza forzare un'unica identità gastronomica su una provincia che ne ha almeno due.
Consigli pratici
- Un'auto è utile per collegare Lecce, Gallipoli e Manduria in due giorni senza fretta.
- Il pasticciotto si trova quasi ovunque a Lecce: scegliete i forni più frequentati al mattino presto.
- A Gallipoli il mercato del pesce chiude a metà mattina: arrivate presto per vedere lo sbarco.
- Le cantine di Manduria vanno prenotate in anticipo, specie nei fine settimana estivi.
- Portate a casa la cotognata leccese: si conserva più a lungo dei dolci freschi.
Domande frequenti
- Due giorni sono sufficienti per Lecce, Gallipoli e Manduria con calma, senza dover correre tra le tappe. Un solo giorno costringerebbe a scegliere tra la costa e le cantine dell'entroterra.
- I ciceri e tria salentini si distinguono perché una parte della pasta a nastro (la tria) viene fritta a parte e aggiunta al piatto solo alla fine, dando una consistenza croccante che manca nella versione classica di pasta e ceci.
- Sono vini diversi: il Primitivo di Manduria è più corposo e alcolico, da uve appassite in pianta; il Negroamaro di Terra d'Otranto è più fresco e speziato. Vale la pena assaggiarli entrambi in cantina per confrontarli.
- Il mercato ittico offre entrambe le opzioni: gamberi rossi e ricci di mare si prestano al crudo, mentre i primi piatti con cozze e patate sono la scelta più tipica per il pranzo caldo nelle trattorie del borgo.
Fonti e approfondimenti
- Comune di Lecce, Sito istituzionale del Comune di Lecce — www.comune.lecce.it. Consultato il 11 agosto 2026. Capoluogo salentino, pasticceria e tradizioni cittadine.
- Comune di Gallipoli, Sito istituzionale del Comune di Gallipoli — www.comune.gallipoli.le.it. Consultato il 11 agosto 2026. Costa ionica salentina e cucina di mare.
- Pugliapromozione — Agenzia regionale del turismo, Agenzia regionale del turismo della Puglia — www.pugliapromozione.it. Consultato il 11 agosto 2026.
- Regione Puglia, Viaggiare in Puglia — portale turistico regionale — www.viaggiareinpuglia.it. Consultato il 11 agosto 2026.
- MASAF — Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Elenco dei prodotti DOP, IGP e STG italiani — www.masaf.gov.it. Consultato il 11 agosto 2026.
Cosa mangiare in città
Questo itinerario è un percorso da fare sul posto. Per una panoramica completa di piatti e prodotti, consulta la guida gastronomica della città.
Territori attraversati
Le aree gastronomiche toccate da questo percorso, con piatti e prodotti documentati.
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