LecceSalentoPasta fatta a mano

Minchiareddhi salentini al ragù: storia e ricetta tradizionale

I minchiareddhi sono una pasta di semola e acqua tipica del Salento, formata arrotolando piccoli pezzi di impasto in bastoncini sottili con le dita, simili a piccoli bucatini pieni.

Minchiareddhi al ragù di carne, pasta tradizionale salentina
Minchiareddhi salentini conditi con ragù di carne e pecorino grattugiato.
Origine
Lecce
Regione
Puglia
Categoria
Primi piatti
Ricetta tradizionale

Ricetta tradizionale dei minchiareddhi salentini al ragù

Ingredienti e procedimento per 4 persone.

4 porzioniPrep 50 minCottura 1h 45min

Ingredienti

Per 4 persone

  • 400 g di semola di grano duro rimacinata
  • Circa 200 ml di acqua tiepida
  • 1 pizzico di sale
  • 400 g di carne di maiale a pezzi (spuntature o costine)
  • 700 g di passata di pomodoro
  • 1 cipolla, 1 bicchiere di vino rosso, olio extravergine di oliva q.b.
  • 80 g di cacioricotta o pecorino pugliese grattugiato

Preparazione

  1. Impastare la semola con acqua tiepida e sale fino a ottenere un panetto sodo e omogeneo; lasciarlo riposare venti minuti coperto.

  2. Staccare piccoli pezzi di impasto e arrotolarli sulla spianatoia con le dita, formando bastoncini sottili lunghi circa 5-6 centimetri.

  3. Disporre i minchiareddhi su un vassoio infarinato di semola, distanziati fra loro.

  4. Rosolare la cipolla tritata in olio, unire la carne di maiale e farla colorire su ogni lato, sfumare con il vino rosso.

  5. Aggiungere la passata di pomodoro, salare e cuocere a fuoco basso e coperto per circa un'ora e trenta, finché la carne è morbida.

  6. Cuocere i minchiareddhi in abbondante acqua bollente salata per 5-6 minuti, scolarli al dente.

  7. Condire con il ragù e servire con abbondante cacioricotta o pecorino grattugiato.

Abbinamenti consigliati

La versione tradizionale prevede
  • semola di grano duro rimacinata
  • Circa 200 ml di acqua tiepida
  • sale
  • carne di maiale a pezzi (spuntature o costine)
  • passata di pomodoro
  • 1 cipolla, 1 bicchiere di vino rosso, olio extravergine di oliva q.b.
Storia e origine

La pasta arrotolata a mano del Salento

I minchiareddhi appartengono alla tradizione delle paste di semola lavorate a mano nelle case salentine, dove ogni piccolo pezzo di impasto veniva arrotolato con le dita sulla spianatoia fino a formare un sottile bastoncino.

Il nome, dialettale, richiama proprio la forma allungata del formato: una pasta semplice, senza uova, coerente con la cucina povera e contadina dell'entroterra leccese.

Le caratteristiche in breve

Bastoncini sottili, lunghi 5-6 centimetri, dalla superficie porosa.
Impasto di sola semola e acqua, senza uova.
Ragù cotto a lungo, denso e saporito.
Cottura di alcuni minuti in acqua bollente salata.
Materie prime

Gli ingredienti spiegati

Semola rimacinata

Impasto senza uova, tenace e adatto a essere arrotolato a mano.

Carne di maiale per il ragù

Rilascia grasso e sapore in una cottura lenta e prolungata.

Cacioricotta o pecorino

Completano il piatto con sapidità decisa.

In cucina

Errori e soluzioni

  1. 01
    Bastoncini troppo spessi

    Conseguenza: Cottura irregolare, cuore duro.

    Soluzione: Arrotolare con le dita fino a ottenere uno spessore simile a uno spaghetto grosso.

  2. 02
    Ragù troppo liquido

    Conseguenza: Non aderisce alla pasta.

    Soluzione: Cuocere il sugo scoperto negli ultimi venti minuti per farlo restringere.

Curiosità

In alcune famiglie salentine i minchiareddhi vengono chiamati anche «maccheroncini al ferretto» quando lavorati attorno a un piccolo stecco, con una forma cava simile ai busiati siciliani.

Abbinamenti

Negroamaro di Terra d'Otranto IGT
Salice Salentino DOC

Domande frequenti

I minchiareddhi contengono uova?

No, l'impasto tradizionale è di sola semola di grano duro e acqua, come molte paste povere salentine.

Che carne si usa per il ragù?

Tradizionalmente maiale, spesso costine o spuntature, ma alcune famiglie usano un misto di carni.

Come si dà la forma senza attrezzi?

Basta arrotolare piccoli pezzi di impasto con le dita sulla spianatoia, senza bisogno di stampi o utensili particolari.

Si possono conservare?

Sì, una volta formati e fatti asciugare su un vassoio infarinato per qualche ora, si conservano in frigorifero un paio di giorni o si congelano.

Qual è la differenza con i cavatelli?

I minchiareddhi sono bastoncini pieni arrotolati a mano, mentre i cavatelli sono concavi, ottenuti trascinando l'impasto con le dita o un attrezzo apposito.

Fonti

Fonti e verifica editoriale
  • Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Elenco nazionale dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT) — Puglia www.masaf.gov.it. Consultato il 04 agosto 2026. Riconoscimento ufficiale delle preparazioni tradizionali pugliesi.
  • Comune di Lecce, Cucina e tradizioni salentine www.comune.lecce.it. Consultato il 04 agosto 2026.
  • Accademia Italiana della Cucina, Ricettario delle cucine regionali italiane — Puglia www.accademiaitalianadellacucina.it. Consultato il 04 agosto 2026. Riferimento per le formulazioni tradizionali e la loro documentazione.

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