Farina di mais Marano: la polenta gialla dell'Alto Vicentino
La farina di mais Marano si ricava da un ecotipo di mais coltivato nell'Alto Vicentino, attorno a Marano Vicentino, macinato tradizionalmente a pietra.
Caratteristiche del prodotto
- Colore giallo intenso, più marcato rispetto ad altre farine di mais.
- Granulometria medio-grossa, tipica della macinazione a pietra.
- Profumo pronunciato, che si sviluppa durante la cottura della polenta.
Territorio di produzione
- Alto Vicentino, in particolare l'area attorno a Marano Vicentino, dove l'ecotipo di mais è tradizionalmente coltivato.
Materie prime
- Chicchi di mais dell'ecotipo locale, coltivato nei campi dell'Alto Vicentino.
Lavorazione
- Coltivazione in pieno campo e raccolta delle pannocchie a fine estate.
- Essiccazione dei chicchi.
- Macinazione a pietra nei mulini locali, che preserva germe e crusca nella farina.
Stagionatura
- Non prevista: la farina va macinata e consumata in tempi relativamente brevi per mantenere aroma e freschezza.
Disciplinare
- Prodotto Agroalimentare Tradizionale (PAT) del Veneto, iscritto nell'elenco del MASAF.
Utilizzo nella cucina tradizionale
- Per la polenta, servita con luganega, formaggi o carni alla griglia della tradizione vicentina.
- Come accompagnamento del baccalà alla vicentina.
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Conservazione
- In contenitore chiuso, in luogo fresco e asciutto, per alcune settimane dalla macinazione.
Curiosità
Il mais Marano è un ecotipo selezionato nella prima metà del Novecento nell'Alto Vicentino a partire da mais locali: è una varietà a impollinazione libera, riproducibile in azienda, e non un ibrido commerciale.
La macinazione a pietra lavora a bassa velocità e mantiene il germe nella farina: da qui il profumo marcato, ma anche la deperibilità, perché i grassi del germe irrancidiscono più rapidamente delle farine industriali degerminate.
La granulometria medio-grossa impone tempi di cottura lunghi: la polenta di Marano richiede tradizionalmente circa un'ora di mescolamento nel paiolo, contro i pochi minuti delle farine precotte.
Domande frequenti
- Perché questa farina va consumata in fretta?
- Perché la macinazione a pietra conserva il germe del chicco: i suoi grassi mantengono l'aroma ma tendono a irrancidire, quindi la farina va usata entro poche settimane e tenuta al fresco.
- Quanto cuoce la polenta di mais Marano?
- Circa un'ora, per via della granulometria medio-grossa tipica della macinazione a pietra.
- È una farina DOP?
- No: è un Prodotto Agroalimentare Tradizionale (PAT) del Veneto, riconoscimento nazionale del MASAF.
- Perché la farina di mais Marano è particolarmente aromatica?
- Per la macinazione a pietra, che mantiene germe e parte della crusca nel prodotto finale, e per le caratteristiche dell'ecotipo locale coltivato nell'Alto Vicentino.
- Con quali piatti si abbina la polenta di mais Marano?
- Tradizionalmente con la luganega vicentina, con il baccalà alla vicentina e con i formaggi di malga.
Fonti
- MASAF, Elenco nazionale dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT) — www.masaf.gov.it. Consultato il 27 luglio 2026. Elenco ufficiale dei PAT per regione, curato dal Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste.
- Regione del Veneto, Regione del Veneto — Agricoltura e prodotti tipici — www.regione.veneto.it. Consultato il 27 luglio 2026. Portale istituzionale della Regione del Veneto per agricoltura, filiere e prodotti tipici regionali.
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