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Farina di mais Marano: la polenta gialla dell'Alto Vicentino

La farina di mais Marano si ricava da un ecotipo di mais coltivato nell'Alto Vicentino, attorno a Marano Vicentino, macinato tradizionalmente a pietra.

Farina di mais Marano, macinata a pietra nell'Alto Vicentino
Farina di mais Marano appena macinata a pietra.

Caratteristiche del prodotto

  • Colore giallo intenso, più marcato rispetto ad altre farine di mais.
  • Granulometria medio-grossa, tipica della macinazione a pietra.
  • Profumo pronunciato, che si sviluppa durante la cottura della polenta.

Territorio di produzione

  • Alto Vicentino, in particolare l'area attorno a Marano Vicentino, dove l'ecotipo di mais è tradizionalmente coltivato.

Materie prime

  • Chicchi di mais dell'ecotipo locale, coltivato nei campi dell'Alto Vicentino.

Lavorazione

  1. Coltivazione in pieno campo e raccolta delle pannocchie a fine estate.
  2. Essiccazione dei chicchi.
  3. Macinazione a pietra nei mulini locali, che preserva germe e crusca nella farina.

Stagionatura

  • Non prevista: la farina va macinata e consumata in tempi relativamente brevi per mantenere aroma e freschezza.

Disciplinare

  • Prodotto Agroalimentare Tradizionale (PAT) del Veneto, iscritto nell'elenco del MASAF.

Utilizzo nella cucina tradizionale

  • Per la polenta, servita con luganega, formaggi o carni alla griglia della tradizione vicentina.
  • Come accompagnamento del baccalà alla vicentina.

Piatti e specialità correlate

Conservazione

  • In contenitore chiuso, in luogo fresco e asciutto, per alcune settimane dalla macinazione.

Curiosità

Il mais Marano è un ecotipo selezionato nella prima metà del Novecento nell'Alto Vicentino a partire da mais locali: è una varietà a impollinazione libera, riproducibile in azienda, e non un ibrido commerciale.

La macinazione a pietra lavora a bassa velocità e mantiene il germe nella farina: da qui il profumo marcato, ma anche la deperibilità, perché i grassi del germe irrancidiscono più rapidamente delle farine industriali degerminate.

La granulometria medio-grossa impone tempi di cottura lunghi: la polenta di Marano richiede tradizionalmente circa un'ora di mescolamento nel paiolo, contro i pochi minuti delle farine precotte.

Domande frequenti

Perché questa farina va consumata in fretta?
Perché la macinazione a pietra conserva il germe del chicco: i suoi grassi mantengono l'aroma ma tendono a irrancidire, quindi la farina va usata entro poche settimane e tenuta al fresco.
Quanto cuoce la polenta di mais Marano?
Circa un'ora, per via della granulometria medio-grossa tipica della macinazione a pietra.
È una farina DOP?
No: è un Prodotto Agroalimentare Tradizionale (PAT) del Veneto, riconoscimento nazionale del MASAF.
Perché la farina di mais Marano è particolarmente aromatica?
Per la macinazione a pietra, che mantiene germe e parte della crusca nel prodotto finale, e per le caratteristiche dell'ecotipo locale coltivato nell'Alto Vicentino.
Con quali piatti si abbina la polenta di mais Marano?
Tradizionalmente con la luganega vicentina, con il baccalà alla vicentina e con i formaggi di malga.

Fonti

  • MASAF, Elenco nazionale dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT) www.masaf.gov.it. Consultato il 27 luglio 2026. Elenco ufficiale dei PAT per regione, curato dal Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste.
  • Regione del Veneto, Regione del Veneto — Agricoltura e prodotti tipici www.regione.veneto.it. Consultato il 27 luglio 2026. Portale istituzionale della Regione del Veneto per agricoltura, filiere e prodotti tipici regionali.

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