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Scamorza molisana: la pasta filata legata a strozzo

La scamorza molisana è un formaggio a pasta filata di latte vaccino, legato a strozzo con uno spago che crea la caratteristica testina e appeso a coppie ad asciugare. Si produce bianca o affumicata e si consuma entro pochi giorni: è il formaggio quotidiano della regione, ottimo alla piastra.

Scamorze molisane legate a strozzo e appese a coppie ad asciugare
Scamorze molisane bianche e affumicate appese a coppie.

Caratteristiche del prodotto

  • Forma a pera piccola con testina, peso fra 250 e 500 grammi.
  • Crosta sottile e liscia, bianca o ambrata nella versione affumicata.
  • Pasta elastica e compatta, che fonde senza rilasciare troppa acqua.
  • Sapore dolce e lattico, con nota affumicata nella versione trattata.

Territorio di produzione

  • Intero territorio regionale, con concentrazione nelle aree del Matese e della valle del Biferno.
  • Caseifici artigianali e aziende agricole con lavorazione quotidiana del latte.

Materie prime

  • Latte vaccino intero.
  • Caglio.
  • Sale.
  • Paglia o legno naturale per l'affumicatura.

Lavorazione

  1. Coagulazione del latte e maturazione della cagliata sotto siero.
  2. Filatura in acqua calda e formatura manuale a pera.
  3. Legatura a strozzo con spago, che forma la testina.
  4. Rassodamento in acqua fredda e salatura in salamoia.

Stagionatura

  • Asciugatura di 24-48 ore appesa a coppie in locale fresco.
  • Consumo entro pochi giorni; non è un formaggio da lunga stagionatura.
  • L'eventuale affumicatura naturale avviene dopo la salatura.

Disciplinare

  • Iscritta nell'elenco nazionale dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali del Molise.
  • L'affumicatura tradizionale usa fumo naturale, senza aromi liquidi.

Utilizzo nella cucina tradizionale

  • Alla piastra o alla brace, servita calda con verdure.
  • A pezzetti nella polenta alla molisana, dove fonde nel sugo.
  • Nel ripieno dei calcioni fritti.
  • Nelle preparazioni al forno con patate e verdure.

Conservazione

  • In frigorifero, avvolta in carta per alimenti, per pochi giorni.
  • Va consumata rapidamente: asciugando diventa gommosa.

Domande frequenti

Che differenza c'è tra scamorza e caciocavallo?
Entrambi sono paste filate legate a strozzo, ma la scamorza è più piccola e si consuma fresca, dopo pochi giorni di asciugatura; il caciocavallo è più grande e destinato a stagionature lunghe, da uno a dodici mesi e oltre.
La scamorza affumicata è naturale?
Nella produzione tradizionale l'affumicatura avviene con fumo di paglia o legno naturale in locali dedicati. Le versioni industriali possono ricorrere ad aromi: l'etichetta lo indica.
Perché la scamorza rilascia acqua in cottura?
Perché è ancora troppo fresca. Una scamorza asciugata almeno 48 ore fonde meglio e rilascia molto meno siero: è la ragione per cui si lascia appesa prima della vendita.

Fonti

  • Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Elenco nazionale dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT) — Molise www.politicheagricole.it. Consultato il 31 luglio 2026.
  • Regione Molise, Agricoltura, prodotti tipici e tradizioni alimentari regionali www.regione.molise.it. Consultato il 31 luglio 2026.
  • Regione Molise — portale turistico regionale, Enogastronomia del Molise: piatti, sagre e prodotti del territorio www.visitmolise.eu. Consultato il 31 luglio 2026.

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Ultima revisione editoriale: 31 luglio 2026.