Stracciatella di Andria: il cuore della burrata come latticino a sé
Sfilacci di pasta filata e panna fresca: il cuore della burrata di Andria, oggi venduto anche come latticino a sé.
Caratteristiche del prodotto
- Sfilacci irregolari di pasta filata, chiari e lucidi, immersi in panna.
- Consistenza filante e cremosa insieme, mai omogenea come una crema montata.
- Sapore dolce di latte fresco, con leggera acidità lattica.
- Deperibilità elevata: si consuma entro pochissimi giorni.
Differenze dal prodotto generico
- La burrata è un involucro di pasta filata chiuso a sacchetto e ripieno di stracciatella: la stracciatella è solo il ripieno.
- La mozzarella è pasta filata formata in pezzi compatti, senza panna.
- La «stracciatella» gelato e la stracciatella alla romana (zuppa con uovo) sono preparazioni omonime e completamente diverse.
Territorio di produzione
- Andria e la Murgia barese, area storica della burrata e dei latticini freschi di pasta filata.
- Produzione diffusa oggi in tutta la Puglia e nelle aree limitrofe, con latte vaccino di stalle locali.
Diffusione produttiva
L'origine documentata resta pugliese, ad Andria. La lavorazione è oggi praticata anche in caseifici di altre regioni del Sud: la Regione principale indica il legame storico, non un'area protetta da disciplinare.
Storia e documentazione
La burrata nasce ad Andria nei primi decenni del Novecento come modo per valorizzare i ritagli di pasta filata e la panna affiorata, riducendo gli scarti del caseificio.
Il ripieno, chiamato stracciatella dal gesto di «stracciare» la pasta filata a mano, viene inizialmente prodotto solo per riempire la burrata.
Dagli anni Duemila la stracciatella entra nel banco frigo come prodotto a sé, spinta dall'uso in pizzeria e nella ristorazione.
Materie prime
- Latte vaccino fresco.
- Panna fresca di affioramento o di centrifuga.
- Caglio, sale e fermenti o siero-innesto.
Lavorazione
- Coagulazione del latte e maturazione della cagliata fino al punto di filatura.
- Filatura in acqua calda e stiratura della pasta in nastri sottili.
- Sfilacciatura manuale dei nastri in straccetti irregolari.
- Immersione degli sfilacci in panna fresca e confezionamento immediato.
Stagionatura
- Nessuna stagionatura: è un latticino fresco, pronto al consumo.
- La qualità si giudica sulla freschezza: entro 24-48 ore dalla produzione la pasta resta elastica e la panna dolce.
Disciplinare
- Nessun disciplinare UE per la stracciatella come prodotto autonomo.
- La Burrata di Andria IGP è invece registrata e prevede la stracciatella come ripieno obbligatorio.
- Valgono le norme generali sui latticini freschi e sull'etichettatura del latte.
Come riconoscere il prodotto autentico
- Gli sfilacci devono restare distinguibili: una crema omogenea indica una lavorazione impropria.
- La panna deve essere dolce, senza sentori acidi o di cotto.
- La data di produzione ravvicinata è il primo indicatore di qualità.
Utilizzo nella cucina tradizionale
- Su pizza e focaccia a fine cottura, mai in forno.
- Con pomodori, olio extravergine e pane pugliese.
- Su paste fredde o vellutate di verdure, come finitura cremosa.
Conservazione
- In frigorifero fra 2 e 4 °C, nel proprio liquido, consumandola entro pochi giorni.
- Portarla a temperatura ambiente una decina di minuti prima di servirla.
- Non si congela: la panna si separa e la pasta perde elasticità.
Domande frequenti
- La stracciatella di Andria è IGP?
- No. È IGP la Burrata di Andria, che contiene la stracciatella come ripieno. La stracciatella venduta separatamente non ha una denominazione UE propria.
- Che differenza c'è fra stracciatella e burrata?
- La burrata è la stracciatella racchiusa in un involucro di pasta filata chiuso a nodo; la stracciatella è il solo ripieno di sfilacci e panna.
- Si può congelare?
- No: il congelamento separa la panna e rovina la struttura filante degli sfilacci.
Fonti
- Commissione europea — eAmbrosia, Registro UE delle indicazioni geografiche e delle denominazioni di qualità — ec.europa.eu. Consultato il 07 agosto 2026. Verifica delle denominazioni effettivamente registrate.
- Regione Puglia, Prodotti Agroalimentari Tradizionali della Puglia — www.regione.puglia.it. Consultato il 07 agosto 2026. Riferimento istituzionale sui prodotti tradizionali pugliesi.
- Accademia Italiana della Cucina, Documentazione sulla cucina regionale italiana — www.accademiaitalianadellacucina.it. Consultato il 07 agosto 2026. Riferimento editoriale sulle versioni tradizionali delle preparazioni.
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