Alto Salento e Brindisino: cucina tipica, piatti e prodotti
Il Carciofo Brindisino IGP, l'olio Collina di Brindisi DOP, i vini di Ostuni e gli uliveti secolari della Città Bianca.

Il territorio in breve
- RegionePuglia
- ProvinciaBrindisi
- Piatti collegati1
- Prodotti collegati8
- Vini e liquori1
Località principali
- Brindisi
- Ostuni
- Ceglie Messapica
- Carovigno
- Fasano
Dove si trova e cosa lo caratterizza
Alto Salento e Brindisino si colloca in provincia di Brindisi, in Puglia e comprende le località di Brindisi, Ostuni, Ceglie Messapica, Carovigno e Fasano.
Le produzioni che identificano l'area sono Carciofo Brindisino IGP, Olio Collina di Brindisi DOP, Ostuni DOC: materie prime, tecniche e stagionalità locali si riconoscono nella cucina della Puglia documentata nelle schede collegate.
La Città Bianca, gli uliveti secolari e il mare di Brindisi
L'Alto Salento è la parte settentrionale della penisola salentina: Brindisi sul porto naturale adriatico, Ostuni arroccata e imbiancata a calce, Ceglie Messapica sulla Murgia dei trulli, Carovigno e Fasano verso la piana degli olivi monumentali. È qui che si concentra una delle più estese superfici di ulivi secolari del Mediterraneo, tutelata come paesaggio agrario oltre che come area produttiva.
L'olivicoltura dà due denominazioni distinte: l'Olio Collina di Brindisi DOP, legato alla cultivar Ogliarola salentina della fascia collinare, e l'Olio Terra d'Otranto DOP, che copre un areale più ampio verso Taranto e Lecce. Sono due DOP diverse, non due nomi dello stesso olio: cambiano zona, cultivar prevalenti e parametri del disciplinare.
Carciofo, uva e frutta: le produzioni certificate del Brindisino
Il prodotto simbolo della piana è il Carciofo Brindisino IGP, varietà precoce a capolino tondeggiante e senza spine, raccolta dall'autunno alla primavera nei comuni costieri della provincia. Va distinto dal carciofo di Lecce, riconosciuto come prodotto agroalimentare tradizionale e non come indicazione geografica europea: PAT e IGP sono strumenti diversi, il primo nazionale e descrittivo, il secondo comunitario e vincolante.
Completano il quadro l'Uva di Puglia IGP da tavola e le Clementine del Golfo di Taranto IGP, il cui areale sconfina dalla provincia jonica a quella brindisina. Nell'entroterra restano lavorazioni domestiche come i fichi secchi mandorlati di San Michele Salentino, fichi essiccati al sole farciti di mandorla e scorza di agrume.
A tavola e differenze con il Basso Salento
In cucina l'Alto Salento sta a metà fra terra e mare: i paccheri alla brindisina uniscono pomodoro, cozze e pesce del porto, mentre nell'entroterra di Ceglie prevalgono legumi, verdure di campo e carne alla brace. Fra i vini il riferimento più noto dell'area jonico-salentina resta il Primitivo di Manduria DOC, prodotto poco più a ovest ma diffuso su tutte le tavole locali.
Rispetto al Salento di Lecce, più legato a pasticciotto, ciceri e tria e negroamaro, e alla Valle d'Itria dei trulli e dei bianchi da Verdeca, il Brindisino si distingue per carciofo, olio DOP e cucina di porto. Gli archivi regionali dei piatti tipici pugliesi e dei prodotti tipici della Puglia completano il quadro.
Piatti tipici del territorio (1)
Prodotti simbolo del territorio (8)
Vedi tutti i prodotti
Olio extravergine di oliva DOP prodotto nelle province di Lecce, Brindisi e Taranto. Cultivar prevalenti: Cellina di Nardò e Ogliarola salentina.
Scopri Olio EVO Terra d'Otranto DOP
Olio extravergine di oliva DOP prodotto nella provincia di Brindisi da cultivar Ogliarola salentina, Cellina di Nardò e Coratina. Riconoscimento DOP dell'Unione Europea.
Scopri Olio EVO Collina di Brindisi DOP
Carciofo precoce a capolino violetto coltivato nella provincia di Brindisi (varietà Brindisino). IGP dell'Unione Europea, raccolto tra novembre e aprile.
Scopri Carciofo Brindisino IGP
Agrume ibrido a maturazione precoce coltivato nella pianura costiera del Golfo di Taranto, tra le province di Taranto, Brindisi e Bari. IGP dell'Unione Europea.
Scopri Clementine del Golfo di Taranto IGP
Uva da tavola coltivata nelle province di Bari, Barletta-Andria-Trani, Brindisi, Taranto e Foggia. Varietà: Italia, Vittoria, Red Globe, Regina. IGP dell'Unione Europea.
Scopri Uva di Puglia IGPCultivar salentina precoce dal capolino violaceo: consumata cruda in pinzimonio, fritta in pastella o al forno con patate.
Scopri Carciofo brindisino di LecceVini, amari e liquori del territorio (1)
Domande frequenti
Cosa si mangia nell'Alto Salento e nel Brindisino?
Sulla costa prevalgono i primi di mare come i paccheri alla brindisina con cozze e pesce; nell'entroterra di Ostuni e Ceglie Messapica dominano verdure di campo, legumi, carne alla brace e pane cotto a legna. Il condimento di base è l'olio extravergine locale e la stagione del carciofo brindisino occupa gran parte dell'inverno.
Che cos'è il Carciofo Brindisino IGP?
È un carciofo precoce, senza spine e a capolino tondeggiante, coltivato nei comuni costieri della provincia di Brindisi e raccolto già dall'autunno. L'indicazione geografica protetta tutela l'areale e le pratiche colturali; la precocità e la tenerezza delle brattee lo rendono adatto anche al consumo crudo, in pinzimonio o affettato.
Che differenza c'è fra Olio Collina di Brindisi DOP e Olio Terra d'Otranto DOP?
Sono due denominazioni distinte con areali e disciplinari propri. La Collina di Brindisi copre la fascia collinare della provincia brindisina ed è basata soprattutto sull'Ogliarola salentina; Terra d'Otranto interessa un territorio più vasto verso Lecce e Taranto. Un olio non può essere etichettato con entrambe.
Il carciofo di Lecce è la stessa cosa del Carciofo Brindisino IGP?
No. Il carciofo brindisino di Lecce è censito fra i prodotti agroalimentari tradizionali, cioè un riconoscimento nazionale che registra una pratica consolidata, mentre l'IGP è una certificazione europea con disciplinare, controlli e areale definito. Sono due strumenti di tutela diversi, con effetti giuridici diversi.
Perché a Ostuni e dintorni ci sono tanti ulivi secolari?
Perché la piana fra Ostuni, Carovigno e Fasano è stata coltivata a olivo in modo continuativo per secoli, con impianti radi che hanno permesso alle piante di raggiungere età molto avanzate. Gli esemplari monumentali sono oggi oggetto di tutela paesaggistica regionale, oltre a restare in produzione.
Fonti
- Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Elenco dei prodotti DOP, IGP e STG italiani — www.masaf.gov.it. Consultato il 12 agosto 2026.
- Commissione Europea — eAmbrosia, Registro europeo delle denominazioni DOP, IGP e STG — ec.europa.eu. Consultato il 12 agosto 2026.
- Regione Puglia, Agricoltura e produzioni agroalimentari di qualità pugliesi — www.regione.puglia.it. Consultato il 12 agosto 2026.
- Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Elenco nazionale dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT) — www.masaf.gov.it. Consultato il 12 agosto 2026.
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