Seadas
Barbagia e Nuorese
Grande raviolo di semola e strutto ripieno di formaggio fresco acidulo e scorza di limone, fritto e ricoperto di miele amaro: il dolce simbolo della Sardegna, detto anche sebadas.
Scopri SeadasMandorle, miele, formaggio fresco e sapa: i dolci sardi legati al calendario delle feste, dalle pardulas pasquali ai papassini di Ognissanti.
9 schede pubblicate in questo archivio
Barbagia e Nuorese
Grande raviolo di semola e strutto ripieno di formaggio fresco acidulo e scorza di limone, fritto e ricoperto di miele amaro: il dolce simbolo della Sardegna, detto anche sebadas.
Scopri SeadasCagliari e Campidano
Cestini di pasta sottile con ripieno di ricotta o formaggio fresco, zafferano, scorza d'agrume e uva passa, cotti al forno: dolce pasquale del Campidano, chiamato casadinas nel Nord dell'isola.
Scopri PardulasBarbagia e Nuorese
Biscotti a rombo di pasta ricca di uva passa ("papassa"), mandorle e noci, ricoperti di glassa bianca e confettini: dolce di Ognissanti diffuso in tutta l'isola con il nome di pabassinas.
Scopri PapassiniOristanese e Sinis
Dolcetti morbidi di mandorle dolci e amare, zucchero e albume, cotti al forno e avvolti in carta velina: preparazione diffusa nell'Oristanese e nel Sarcidano, servita nelle feste.
Scopri Amaretti sardiBarbagia e Nuorese
Torrone bianco di miele, albume e mandorle o nocciole lavorato a lungo in caldaia senza zuccheri aggiunti: specialità storica di Tonara, in Barbagia di Belvì.
Scopri Torrone di TonaraBarbagia e Nuorese
Scorze d'arancia tagliate a filetti candite nel miele con mandorle a lamelle, servite in pirottini: dolce storico di Nuoro legato alle nozze e alle grandi ricorrenze.
Scopri Aranzada nuoreseSassarese, Logudoro e Alghero
Palline di pasta di mandorle profumate al limone e ricoperte di glassa di zucchero, avvolte in carta colorata: dolce di Ozieri, nel Logudoro, tipico dei matrimoni.
Scopri Sospiri di OzieriCagliari e Campidano
Palline di pasta di mandorle aromatizzate all'acqua di fiori d'arancio o al limone, incartate come caramelle: dolce da cerimonia del Campidano, detto anche sospiros in area logudorese.
Scopri GueffusSassarese, Logudoro e Alghero
Nastri di pasta sottile intrecciati a ferro di cavallo e ripieni di sapa o miele con mandorle e scorze d'agrume: dolce delle feste del Logudoro e del Sassarese.
Scopri TiliccasTorna alla pagina regionale per esplorare territori, itinerari e categorie.
Vai alla pagina SardegnaLa pasticceria sarda si divide con nettezza in tre famiglie. La prima è quella della mandorla: gli amaretti sardi, morbidi e ottenuti da mandorle dolci e amare con albume e zucchero, i sospiri di Ozieri e i gueffus, palline di pasta di mandorla incartate come caramelle.
La seconda è quella del miele, con l'aranzada nuorese — filetti di scorza d'arancia canditi nel miele con mandorle a lamelle — e il torrone di Tonara, lavorato a lungo in caldaia con miele, albume e frutta secca, senza zuccheri aggiunti. La terza è quella dei formaggi freschi, che in Sardegna entrano stabilmente nei dolci.
Le seadas sono grandi ravioli di semola e strutto ripieni di formaggio fresco acidulo con scorza di limone, fritti e coperti di miele caldo: nascono come piatto pastorale, non come dessert da pasticceria, e infatti nel repertorio tradizionale chiudevano il pasto in ambito domestico.
Le pardulas lavorano lo stesso ingrediente in forma da forno: cestini di pasta sottile con ripieno di ricotta o formaggio fresco, zafferano, scorza d'agrume e uva passa. Lo zafferano non è decorativo — è una coltura storica del Medio Campidano — e collega questi dolci ai prodotti tipici della Sardegna.
Molte preparazioni hanno una collocazione precisa nell'anno. I papassini, biscotti a rombo ricchi di uva passa (la «papassa»), mandorle e noci con glassa bianca e confettini, appartengono al periodo di Ognissanti e dei morti. Le pardulas si preparano per la Pasqua, le tiliccas per le feste patronali e i matrimoni.
Le tiliccas mostrano anche l'importanza della forma: nastri di pasta sottile intrecciati a ferro di cavallo, ripieni di sapa o di miele con mandorle e scorze d'agrume. La lavorazione a mano e la decorazione sono parte del significato sociale del dolce, non un dettaglio estetico.
La Barbagia e il Nuorese lavorano soprattutto miele e agrumi (aranzada, torrone di Tonara, in area montana); il Logudoro e il Goceano hanno la tradizione più raffinata di pasta di mandorla, con Ozieri come riferimento; il Campidano introduce lo zafferano e i formaggi freschi, con le pardulas come preparazione simbolo.
Chi vuole ricostruire il quadro completo può confrontare questi dolci con la cucina sarda quotidiana e con i liquori isolani, con cui vengono tradizionalmente serviti a fine pasto.