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Oliva Taggiasca: la piccola oliva del Ponente ligure

La Taggiasca è una piccola oliva a maturazione scura, coltivata soprattutto nel Ponente ligure attorno a Taggia, in provincia di Imperia. Consumata da tavola, in salamoia o sott'olio, è anche la varietà principale utilizzata per la produzione dell'olio extravergine ligure, apprezzata per la dolcezza della polpa e la bassa acidità.

Olive Taggiasca scure e piccole in salamoia con foglie di ulivo
Olive Taggiasca mature in salamoia in una ciotola.

Caratteristiche del prodotto

  • Frutto piccolo, di forma ovale, a maturazione di colore nero-violaceo.
  • Polpa dolce e poco fibrosa, con basso contenuto di acidità.
  • Alta resa in olio rispetto alla dimensione del frutto.
  • Pianta rustica, adattata ai terreni terrazzati e alle condizioni climatiche della Riviera di Ponente.

Territorio di produzione

  • Ponente ligure, in particolare le colline intorno a Taggia, in provincia di Imperia.
  • Coltivazione diffusa anche su terrazzamenti dell'entroterra imperiese e savonese.

Materie prime

  • Olive della cultivar Taggiasca raccolte a maturazione, per il consumo da tavola o la spremitura.
  • Sale e acqua per la salamoia nella lavorazione da tavola.

Lavorazione

  1. Raccolta manuale o con reti al suolo, spesso scalare secondo il grado di maturazione.
  2. Per il consumo da tavola: deamarizzazione in salamoia per alcune settimane, con eventuale aggiunta di aromi come alloro o peperoncino.
  3. Per la produzione olearia: molitura in frantoio entro breve tempo dalla raccolta.

Stagionatura

  • Le olive da tavola maturano in salamoia per alcune settimane prima di essere pronte al consumo.
  • Non prevista una stagionatura nel senso lattiero-caseario: il prodotto si consuma fresco o conservato in salamoia od olio.

Disciplinare

  • Iscritta nell'elenco nazionale dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della Liguria.
  • È la cultivar principale prevista dal disciplinare dell'Olio Extravergine di Oliva Riviera Ligure DOP.

Utilizzo nella cucina tradizionale

  • Consumata da tavola come antipasto, spesso accompagnata da focaccia.
  • Ingrediente di condimenti e insalate, come il condiglione ligure.
  • Utilizzata in umidi di coniglio e in preparazioni di pesce tipiche della cucina ligure.

Conservazione

  • In salamoia, in vasetti chiusi, per diversi mesi in luogo fresco.
  • Una volta aperta la confezione, in frigorifero coperta dal proprio liquido di governo.

Curiosità

Il nome deriva dal comune di Taggia, nell'entroterra imperiese, storicamente centro di riferimento per la coltivazione e il commercio di questa varietà.

Nonostante le dimensioni ridotte del frutto, la Taggiasca è considerata tra le cultivar più pregiate d'Italia per la qualità dell'olio che se ne ricava.

Domande frequenti

Dove si coltiva l'oliva Taggiasca?
Principalmente nel Ponente ligure, nelle colline intorno a Taggia, in provincia di Imperia, oltre che in altre zone terrazzate dell'entroterra imperiese e savonese.
Si mangia da tavola o serve solo per l'olio?
Entrambi gli usi sono diffusi: l'oliva Taggiasca si consuma da tavola dopo la deamarizzazione in salamoia, ed è al tempo stesso la cultivar principale per l'olio extravergine ligure.
Che sapore ha rispetto ad altre olive da tavola?
È caratterizzata da una polpa dolce e poco fibrosa, con un'acidità più contenuta rispetto a molte altre varietà italiane di olive da tavola.

Fonti

  • Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Elenco nazionale dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT) www.politicheagricole.it. Consultato il 02 agosto 2026.
  • Consorzio Olio DOP Riviera Ligure, Disciplinare e menzioni geografiche dell'Olio Extravergine Riviera Ligure DOP www.consorziorivieraligure.it. Consultato il 02 agosto 2026.

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Ultima revisione editoriale: 02 agosto 2026.