Archivio regionale · Umbria

Vini tipici dell'Umbria

Il Sagrantino di Montefalco, il Torgiano Rosso Riserva, il bianco di Orvieto e i vini dei colli intorno al Trasimeno: la mappa delle denominazioni umbre.

Piatti tipici dell'Umbria con le specialità simbolo della cucina umbra

7 schede pubblicate in questo archivio

Sagrantino di Montefalco DOCG
Vini

Sagrantino di Montefalco DOCG

Montefalco e Colli Martani

Rosso strutturato e tannico da uve Sagrantino in purezza, vitigno autoctono coltivato intorno a Montefalco: tra i vini italiani più ricchi di polifenoli, prodotto anche nella versione passito.

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Montefalco Rosso DOC
Vini

Montefalco Rosso DOC

Montefalco e Colli Martani

Uvaggio a base di Sangiovese con una quota di Sagrantino coltivato nell'areale di Montefalco: versione più accessibile e beverina rispetto al Sagrantino DOCG in purezza.

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Orvieto DOC
Vini

Orvieto DOC

Ternano e Orvietano

Bianco storico a base di Trebbiano Toscano, Grechetto e altre uve locali, prodotto nell'area intorno a Orvieto tra Umbria e Lazio: disponibile nelle versioni secco, amabile e superiore.

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Torgiano Rosso Riserva DOCG
Vini

Torgiano Rosso Riserva DOCG

Perugino e Lago Trasimeno

Riserva a base di Sangiovese prodotta nel comune di Torgiano, tra Perugia e Assisi: la prima DOCG dell'Umbria, con affinamento minimo obbligatorio di tre anni.

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Colli del Trasimeno DOC
Vini

Colli del Trasimeno DOC

Perugino e Lago Trasimeno

Denominazione che comprende vini bianchi e rossi coltivati sulle colline intorno al lago Trasimeno, da uve Trebbiano, Grechetto, Sangiovese e Gamay del Trasimeno.

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Colli Martani DOC
Vini

Colli Martani DOC

Perugino e Lago Trasimeno

Denominazione dei Monti Martani, tra Perugia, Todi e Spoleto, imperniata soprattutto sul Grechetto in purezza: bianco fresco e sapido rappresentativo del cuore verde dell'Umbria.

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Vino Santo di Trebbiano Spoletino
Vini

Vino Santo di Trebbiano Spoletino

Spoletino e Folignate

Passito ottenuto da uve Trebbiano Spoletino appassite naturalmente e vinificate dopo mesi, spesso invecchiato in piccole botti: vino da meditazione della zona di Spoleto, prodotto anche nell'ambito della denominazione Spoleto DOC.

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Una viticoltura di colline interne

L'Umbria non ha costa né grandi pianure: la vite occupa colline fra i 200 e i 500 metri, con escursioni termiche marcate e suoli spesso argillosi o sabbiosi di origine lacustre. Ne derivano rossi tannici e bianchi con buona acidità. Il vertice è il Sagrantino di Montefalco DOCG, da uve Sagrantino in purezza: uno dei vitigni italiani più ricchi di polifenoli, con lunghi affinamenti obbligatori.

Accanto al Sagrantino secco esiste la versione passita, storicamente la più antica, legata all'uso liturgico e festivo. La versione più accessibile del territorio è il Montefalco Rosso DOC, uvaggio a base di Sangiovese con una quota di Sagrantino: stessa area, tannino più gestibile.

Torgiano e la prima DOCG umbra

Il Torgiano Rosso Riserva DOCG è la prima denominazione garantita della regione: si produce nel solo comune di Torgiano, fra Perugia e Assisi, su base Sangiovese e con periodo minimo di invecchiamento. È un caso raro di DOCG a perimetro comunale, nata attorno a un progetto aziendale e territoriale documentato fin dagli anni Sessanta.

Il confronto con Montefalco è utile: entrambi sono rossi da invecchiamento, ma il Torgiano punta sull'eleganza del Sangiovese, mentre il Sagrantino esprime tannino e concentrazione. Sono due letture diverse della stessa fascia collinare centrale.

I bianchi: Orvieto, Grechetto, Trebbiano Spoletino

L'Orvieto DOC è il bianco storico dell'Umbria, a base Trebbiano Toscano (Procanico) e Grechetto, prodotto sulla rupe tufacea e nelle valli circostanti: le cantine scavate nel tufo hanno per secoli favorito versioni abboccate e muffate. I Colli Martani DOC puntano invece sul Grechetto in purezza, più strutturato e ammandorlato.

Il caso più interessante è il Vino Santo di Trebbiano Spoletino, passito da uve appassite naturalmente e affinate a lungo: il Trebbiano Spoletino è un vitigno recuperato di recente, con acidità elevata, che regge bene sia il secco sia l'appassimento. Attorno al lago, i Colli del Trasimeno DOC comprendono bianchi e rossi in un microclima mitigato dallo specchio d'acqua.

Abbinamenti e uso a tavola

Il Sagrantino secco chiede piatti importanti: carni alla brace, selvaggina, formaggi molto stagionati. Il Montefalco Rosso e i rossi del Trasimeno accompagnano meglio i primi e le carni bianche della cucina umbra, mentre i bianchi di Orvieto e dei Colli Martani reggono legumi, uova e tartufo.

Il Vino Santo di Trebbiano Spoletino e il Sagrantino passito si servono con la pasticceria secca dei dolci umbri; a fine pasto la regione offre anche una liquoreria specifica, raccolta fra gli amari e distillati umbri.

Fonti e approfondimenti
  • MASAF, Disciplinari di produzione dei vini DOP e IGP www.masaf.gov.it. Consultato il 12 agosto 2026. Base normativa di vitigni, zone di produzione e tipologie delle denominazioni citate.
  • Commissione europea, eAmbrosia — registro delle indicazioni geografiche ec.europa.eu. Consultato il 12 agosto 2026. Verifica delle denominazioni DOP, IGP, DOC e DOCG citate.
  • Regione Umbria, Agricoltura — politiche agricole e produzioni regionali www.regione.umbria.it. Consultato il 12 agosto 2026. Inquadramento istituzionale delle filiere vitivinicole umbre.

Domande frequenti