La pasticceria toscana è tra le meno burrose d'Italia: privilegia olio, farine rustiche, frutta secca e cotture lunghe. Il castagnaccio è il manifesto di questo approccio: farina di castagne, acqua, olio, pinoli e rosmarino, senza zucchero aggiunto né uova. Nasce come alimento di sussistenza nell'Appennino e resta oggi un dolce basso, umido e amarognolo.
Lo stesso spirito attraversa i necci della Garfagnana, cialde di farina di castagne cotte fra testi di pietra e farcite con ricotta, e la schiacciata con l'uva, pane dolce di vendemmia con uva canaiola pressata nell'impasto. Sono dolci legati a un raccolto preciso, non a una pasticceria di città.