Itinerario · Toscana

Itinerario sulla via del Sangiovese: Firenze, Chianti e Terre di Siena

Il Sangiovese è un vitigno, non una denominazione: in Toscana cambia nome, cloni e carattere a seconda della collina in cui cresce. Questo percorso attraversa i quattro territori in cui il Sangiovese è protagonista assoluto — Chianti Classico fra Firenze e Siena, Montalcino con il Brunello, Montepulciano con il Vino Nobile, Carmignano alle porte di Prato — e li legge insieme alla tavola che li accompagna: bistecca di Chianina, crostini neri, pecorini, olio DOP e cacciagione. Non è un giro «dei vini toscani» in generale: Vernaccia di San Gimignano, Bolgheri e i bianchi costieri restano fuori perché nascono da altre uve o da altri suoli.

  • 3 giorni
  • Firenze, Chianti, Montalcino, Montepulciano
  • Difficoltà: Facile
  • Stagione: Tutto l'anno, ideale in autunno per la vendemmia
I vigneti del Chianti al tramonto con i cipressi e i borghi collinari fra Firenze e Siena

Le tappe dell'itinerario

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    Chianti Classico: Greve, Panzano, Radda, Gaiole, Castellina

    Colline fra Firenze e Siena

    Il Chianti Classico DOCG è la zona storica delimitata già nel 1716 dal bando di Cosimo III: comprende Greve, Panzano, Radda, Gaiole, Castellina e parte di altri comuni fra le due città. Qui il Sangiovese, minimo 80% e spesso in purezza, dà vini di media struttura, acidità viva e tannino netto, con la Gran Selezione al vertice della piramide. Va distinto dal Chianti DOCG «generico», che copre un'area molto più ampia in sette sottozone e nasce da un altro disciplinare. La cucina di collina segue il vino: crostini neri di fegatini, fettunta con l'olio nuovo, pici, peposo cotto lentamente nel vino con molto pepe nero, e i formaggi del Chianti come il marzolino.

    Il Gallo Nero sul collo della bottiglia identifica il Chianti Classico DOCG: senza quel marchio consortile si tratta di Chianti DOCG di altra area.

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    Montalcino: Brunello, Rosso e il Sangiovese Grosso

    Val d'Orcia e collina di Montalcino

    A Montalcino il Sangiovese si chiama localmente Brunello e dà, in purezza, il Brunello di Montalcino DOCG: cinque anni di affinamento minimo, di cui almeno due in legno, e sei per la Riserva. Il colle è isolato, più caldo e asciutto del Chianti, protetto dall'Amiata: da qui la maggiore concentrazione e la longevità. Il Rosso di Montalcino DOC nasce dalle stesse uve con un anno di affinamento e serve a leggere l'annata senza attendere. A tavola comandano i piatti di carne lunga: cinghiale in umido, pici, formaggi pecorini stagionati e il miele dell'Amiata. È qui che si misura la differenza fra Sangiovese «da pasto» e Sangiovese da invecchiamento.

    Per capire un'annata senza spendere cifre da Riserva conviene assaggiare il Rosso di Montalcino della stessa azienda: stesse uve, meno legno, prezzo diverso.

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    Montepulciano e Valdichiana: Vino Nobile, Prugnolo Gentile e aglione

    Montepulciano e Valdichiana senese

    A Montepulciano il clone locale di Sangiovese si chiama Prugnolo Gentile ed è la base del Vino Nobile di Montepulciano DOCG, minimo 70%, con affinamento di due anni (tre per la Riserva). È un errore frequente confonderlo con il vitigno Montepulciano, coltivato in Abruzzo e nelle Marche: qui Montepulciano è il nome del comune, non dell'uva. Sotto la collina si apre la Valdichiana, terra della Chianina e dell'aglione, aglio gigante dal sapore dolce e poco persistente usato per i pici all'aglione. La bistecca alla fiorentina, tagliata dalla lombata di Chianina, trova in questa valle la sua filiera di origine.

    L'aglione va schiacciato e stufato dolcemente: non si soffrigge come l'aglio comune, altrimenti perde la sua caratteristica delicatezza.

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    Carmignano: il Sangiovese con Cabernet dei Medici

    Montalbano, fra Prato e Firenze

    Carmignano è la denominazione più antica e meno nota del percorso: già inclusa fra i territori tutelati dal bando granducale del 1716, è l'unica DOCG toscana che prevede storicamente una quota di Cabernet — l'«uva francesca» introdotta secondo la tradizione dai Medici — accanto al Sangiovese, che resta maggioritario. Il risultato è un rosso con più struttura tannica e note balsamiche rispetto al Chianti confinante. L'area del Montalbano è anche zona di olio e di dolci pratesi: cantuccini da inzuppare nel Vin Santo e la Mortadella di Prato IGP, insaccato cotto profumato all'alchermes, unico nel panorama toscano.

    Carmignano si visita facilmente in giornata da Firenze: le cantine del Montalbano sono a meno di venti chilometri dal centro città.

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    Firenze e il Vin Santo: chiusura del cerchio

    Firenze e colline fiorentine

    Firenze è il mercato che ha reso famoso il Sangiovese e la città in cui l'itinerario si chiude. Qui i vini del Chianti Classico incontrano la tavola urbana: lampredotto e trippa dai banchi storici, bistecca nelle trattorie, crostini e finocchiona come antipasto. La conclusione dolce è il Vin Santo del Chianti Classico DOC, ottenuto da uve Trebbiano e Malvasia appassite e affinato in caratelli, servito con i cantuccini. Vale la pena ricordare che il Vin Santo non è un Sangiovese: chiude il percorso proprio perché mostra l'altra metà della viticoltura chiantigiana, quella dei bianchi da appassimento legata alla vita contadina e alle festività.

    Il Vin Santo secco tradizionale non è un vino dolce da dessert qualsiasi: chiedere la tipologia prima di abbinarlo, perché le versioni variano molto per residuo zuccherino.

Un vitigno, molti nomi: Sangiovese, Brunello, Prugnolo Gentile

Sangiovese è il vitigno rosso più coltivato d'Italia e presenta una notevole variabilità clonale: a Montalcino la selezione locale è storicamente chiamata Brunello, a Montepulciano Prugnolo Gentile, in Romagna semplicemente Sangiovese. Non sono uve diverse ma biotipi selezionati in ambienti diversi, e il risultato in bottiglia dipende tanto dal clone quanto da suolo, altitudine ed esposizione. Da qui la regola pratica del percorso: si viaggia per denominazioni e colline, non per vitigno. Chianti Classico, Brunello, Vino Nobile e Carmignano hanno disciplinari, percentuali minime e tempi di affinamento diversi, e restituiscono profili gustativi che un assaggio comparativo rende immediatamente evidenti.

Chianti DOCG e Chianti Classico DOCG non sono sinonimi

È la confusione più diffusa. Il Chianti Classico DOCG corrisponde all'area storica fra Firenze e Siena, ha un consorzio proprio e il marchio del Gallo Nero. Il Chianti DOCG è una denominazione più ampia, articolata in sottozone come Rufina, Colli Senesi, Colli Fiorentini e Montalbano, che copre gran parte della Toscana centrale. Entrambe sono a base Sangiovese, ma prezzo, resa, area e stile differiscono. Nelle carte dei vini l'indicazione della sottozona è il modo più rapido per capire da quale collina proviene la bottiglia.

Perché il Sangiovese chiede questa cucina

L'acidità alta e il tannino asciutto del Sangiovese spiegano l'abbinamento con la cucina toscana di terra: carni alla brace, umidi lunghi, pane sciapo, olio a crudo. La bistecca di Chianina, ricca di grasso intramuscolare, viene ripulita in bocca dall'acidità del vino; il peposo, nato secondo la tradizione fra le fornaci dell'Impruneta, riprende nel piatto il pepe che il tannino accompagna; i crostini neri, grassi e sapidi, compensano la spigolosità dei vini giovani. Anche il pane senza sale, storicamente legato alle gabelle sul sale, ha una funzione precisa a tavola: non compete con la sapidità dei salumi né con il vino.

Consigli pratici

  • Settembre e ottobre sono i mesi migliori: vendemmia in corso, cantine aperte e le prime giornate di olio nuovo verso metà novembre.
  • Le cantine di Montalcino e Montepulciano lavorano quasi sempre su prenotazione: fissare le visite con almeno qualche giorno di anticipo.
  • Per confrontare i quattro territori conviene assaggiare in verticale la stessa tipologia base (annata, non Riserva): le differenze di suolo emergono meglio.
  • La bistecca alla fiorentina si ordina al chilo e per almeno due persone: chiedere l'origine della carne, perché Chianina IGP e altre razze hanno rese diverse.
  • Le strade del Chianti sono panoramiche ma lente: prevedere non più di due cantine al giorno per non trasformare il viaggio in un trasferimento continuo.

Domande frequenti

Fonti e approfondimenti

Fonti consultate
  • Regione Toscana, Denominazioni di origine dei vini toscani e produzioni agroalimentari www.regione.toscana.it. Consultato il 11 agosto 2026. Quadro regionale su DOCG, DOC e filiere vitivinicole toscane.
  • MASAF - Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, Disciplinari di Chianti Classico DOCG, Brunello di Montalcino DOCG, Vino Nobile DOCG e Carmignano DOCG www.masaf.gov.it. Consultato il 11 agosto 2026.
  • Comune di Montalcino, Territorio, viticoltura e patrimonio della collina di Montalcino www.comunedimontalcino.it. Consultato il 11 agosto 2026.
  • Comune di Montepulciano, Vino Nobile, cantine storiche e tradizioni della città www.comune.montepulciano.si.it. Consultato il 11 agosto 2026.
  • Comune di Greve in Chianti, Chianti Classico: territorio, mercatale e produzioni agricole www.comune.greve-in-chianti.fi.it. Consultato il 11 agosto 2026.

Cosa mangiare in città

Questo itinerario è un percorso da fare sul posto. Per una panoramica completa di piatti e prodotti, consulta la guida gastronomica della città.

Territori attraversati

Le aree gastronomiche toccate da questo percorso, con piatti e prodotti documentati.

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