Morzeddhu catanzarese
Frattaglie di vitello cotte a lungo in sugo di pomodoro, origano e peperoncino, servite dentro la pitta, il pane a ciambella schiacciata di Catanzaro.
Apri la schedaLe specialità che raccontano l'identità gastronomica dell'Italia: schede editoriali con storia, ingredienti tradizionali, procedimento e collegamenti al territorio d'origine.
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Frattaglie di vitello cotte a lungo in sugo di pomodoro, origano e peperoncino, servite dentro la pitta, il pane a ciambella schiacciata di Catanzaro.
Apri la schedaCozze selvatiche che crescono spontaneamente sugli scogli della baia di Portonovo, nel Conero, gustate crude o aperte in tegame con aglio, olio e prezzemolo.
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Biscotti romboidali speziati (cannella, chiodi di garofano, cacao) ricoperti da glassa scura al cioccolato: dolce tipico delle fiere e delle feste patronali del Salento.
Apri la schedaBiscotti duri di farina e miele modellati a mano in figure simboliche — pesci, cavalli, cuori, la 'panara' — tipici di Soriano Calabro.
Apri la schedaBiscotti di farina, miele o mosto cotto e spezie, spesso glassati al cioccolato: preparati per le feste patronali e per il periodo natalizio.
Apri la schedaFetta di mozzarella racchiusa fra due fette di pane in cassetta senza crosta, passata nella farina, nell'uovo sbattuto e fritta in olio bollente: nata come piatto di recupero della cucina napoletana, si mangia calda, con il cuore filante.
Apri la schedaPasta lunga fatta a mano (un unico spaghettone), tirata e attorcigliata dalla «mugnaia», condita con sugo di carne o pomodoro: tradizione di Elice (Pescara).
Apri la schedaCotechino di muso e cotenna di maiale lessato a lungo e servito con verza stufata: piatto invernale diffuso nel Padovano, spesso preparato per la vigilia di Natale.
Apri la schedaSottili nastri di pasta all'uovo intrecciati o attorcigliati e fritti, profumati all'anice o al vino cotto: dolce natalizio della provincia di Reggio.
Apri la schedaCrespelle sottili di farina di castagne cotte fra due testi caldi, farcite con ricotta fresca e arrotolate: dolce povero della Garfagnana, legato alla civiltà della castagna delle valli lucchesi.
Apri la schedaCartilagini e tendini di vitello lessati, tagliati a listarelle e conditi freddi con cipolla, olio, aceto e prezzemolo.
Apri la schedaOlive tenere denocciolate a spirale e farcite con un ripieno di carni miste, poi impanate e fritte: la ricetta più celebre del Piceno, tutelata dalla DOP Oliva Ascolana del Piceno.
Apri la schedaLa cultivar Ascolana Tenera consumata in salamoia, condita semplicemente con olio: la materia prima da cui nascono le olive all'ascolana fritte, apprezzata anche al naturale.
Apri la schedaFrittata morbida di uova e cime di ortica raccolte in primavera nei prati di montagna, spesso arricchita con una scaglia di Fontina o di toma.
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Orecchiette baresi condite con ragù di braciole di manzo o cavallo cotte a lungo nel sugo di pomodoro: piatto della domenica.
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Pasta fresca di semola condita con cime di rapa, aglio, peperoncino e olio extravergine: piatto simbolo della cucina barese.
Apri la schedaZuppa di orzo perlato con verdure di stagione e spesso pezzetti di speck o carne affumicata: piatto invernale delle valli trentine, corrispondente alla Gerstensuppe sudtirolese.
Apri la schedaFette di stinco di vitello con l'osso brasate in umido con vino bianco e brodo, guarnite con la gremolada di prezzemolo, aglio e scorza di limone.
Apri la schedaDue cialde sottili di ostia che racchiudono un ripieno caldo di miele, noci e mandorle: dolce identitario di Agnone, in Alto Molise.
Apri la schedaGrandi maccheroni di Gragnano conditi con il classico ragù napoletano di lunga cottura, ricoperti di parmigiano grattugiato.
Apri la schedaPaccheri conditi con moscardini, gamberi e pomodorini, secondo la tradizione ittica del porto di Brindisi.
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Polpette di formaggio (pecorino stagionato) e uova, senza carne, fritte e poi ripassate nel sugo di pomodoro: piatto povero della cucina contadina abruzzese.
Apri la schedaPolpette di pane raffermo, formaggio pecorino e uova, cotte in umido nel sugo di pomodoro: piatto povero condiviso con l'Abruzzo confinante e diffuso nel Piceno.
Apri la schedaPiccioni selvatici o colombacci cotti allo spiedo o in tegame con un ricco intingolo di fegatini, acciughe, olive, capperi e vino rosso: piatto autunnale della tradizione venatoria umbra.
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