Ricotta mustia
Ricotta ovina salata e leggermente affumicata, dalla pasta compatta e dal gusto delicato: si consuma a fette o grattugiata su paste e verdure, diffusa nel Nord dell'isola.
Apri la schedaFormaggi, salumi, oli, vini, pani e dolci del territorio. Le schede riportano origine geografica, certificazione, disciplinare e collegamento ai piatti che li vedono protagonisti.
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Ricotta ovina salata e leggermente affumicata, dalla pasta compatta e dal gusto delicato: si consuma a fette o grattugiata su paste e verdure, diffusa nel Nord dell'isola.
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Ricotta fresca ottenuta dal siero del latte di pecora, prodotta in tutto il Lazio. DOP dell'Unione Europea dal 2005. Struttura granulosa, sapore dolce e gusto sapido caratteristico.
Apri la schedaRicotta di pecora pressata, salata e asciugata fino a diventare compatta e grattugiabile; nella variante infornata viene passata in forno, che le dà crosta ambrata e sapore più intenso. È il formaggio da grattugia della cucina catanese ed etnea, indispensabile sulla pasta alla Norma.
Apri la schedaPancetta di maiale stagionata, salata a secco e insaporita con pepe e spezie, striata di magro e grasso: consumata affettata o utilizzata come base per soffritti in molte ricette toscane.
Apri la schedaVarietà di riso superfino ottenuta nel 1946 e battezzata con il nome del comune di Arborio, in provincia di Vercelli. Il chicco è grosso, tondeggiante e con perla centrale evidente: rilascia molto amido e dà risotti particolarmente cremosi, con una finestra di cottura più stretta rispetto al Carnaroli.
Apri la schedaVarietà di riso superfino selezionata nel 1945 da Ettore De Vecchi a Paullo, nel Milanese, incrociando Vialone e Lencino. Chicco lungo e affusolato, ricco di amilosio: tiene la cottura e rilascia amido in modo graduale, per questo è considerato il riso di riferimento per il risotto. È coltivato in Lombardia, Piemonte e Veneto.
Apri la schedaRiso coltivato nelle terre salmastre del Delta, fra Emilia-Romagna e Veneto: chicco grande, ricco di amido e con buona tenuta in cottura.
Apri la schedaUnico riso italiano a denominazione di origine protetta, coltivato nelle terre argillose della Baraggia fra Biella e Vercelli: chicco compatto, resistente alla cottura.
Apri la schedaRiso semifino coltivato nella pianura veronese grazie alle acque di risorgiva, dai chicchi che rilasciano molto amido: la varietà ideale per i risotti all'onda come i risi e bisi.
Apri la schedaFormaggio fresco a coagulazione lattica con latte caprino dell'Alta Langa astigiana e alessandrina: unica DOP italiana che può essere prodotta con latte di capra al cento per cento.
Apri la schedaBianco da uve Arneis coltivate sui suoli sabbiosi del Roero, sulla sinistra del Tanaro: varietà recuperata dal rischio di scomparsa, con note di pera, fiori bianchi e mandorla.
Apri la schedaPrimo bianco italiano a ottenere la DOCG, nel 1987: si produce secco, amabile, dolce e passito, con struttura e nota tannica insolita per un bianco.
Apri la schedaRosso simbolo della Romagna collinare, con menzioni comunali (Predappio, Bertinoro, Modigliana e altre) che ne distinguono i terroir.
Apri la schedaRadicchio invernale a forma di bocciolo di rosa, rosso intenso, coltivato negli orti di Gorizia e raccolto a mano: si consuma crudo in insalata.
Apri la schedaBianco a base Friulano con Sauvignon, Pinot bianco, Chardonnay e Ribolla Gialla, prodotto nell'area dell'abbazia di Rosazzo: affinamento minimo prima dell'uscita.
Apri la schedaPanino simbolo dei forni di Roma: forma tondeggiante a stella con cinque petali incisi, crosta sottile e croccante e interno quasi completamente cavo. Appartiene alla famiglia dei pani soffiati di derivazione mittel-europea, la stessa della michetta milanese, ma a Roma ha identità e uso propri: è il contenitore tradizionale di porchetta, mortadella e coppiette.
Apri la schedaFamiglia di rosoli casalinghi lucani ottenuti per infusione a freddo di frutta, agrumi o petali in alcol e sciroppo di zucchero, serviti a fine pasto.
Apri la schedaRosolio artigianale salentino a base di petali di rosa, alcol e sciroppo zuccherino: liquore dolce da fine pasto, dal colore rosato.
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PATRosolio storico siciliano prodotto per infusione a freddo di petali di rosa, agrumi, cannella o ficodindia in alcol e sciroppo di zucchero: liquore da fine pasto delle famiglie e dei monasteri siciliani. Diverse varianti PAT.
Apri la schedaLiquore dolce e aromatico a base di infusi di petali di rosa o di erbe, tradizione settecentesca delle case venete, oggi riproposta da alcune distillerie artigianali della regione.
Apri la schedaRosso da uve Montepulciano coltivate sulle pendici del Monte Conero, affacciate sull'Adriatico: struttura e frutto scuro, con la tipologia superiore Conero DOCG al vertice.
Apri la schedaRosso da Sangiovese prodotto nello stesso territorio del Brunello, ma con affinamento più breve: versione più pronta e accessibile, spesso definita il "fratello minore" del Brunello.
Apri la schedaDenominazione più estesa delle Marche, da uve Montepulciano e Sangiovese coltivate nelle province di Ascoli, Fermo, Macerata e Ancona: la tipologia superiore proviene dal cuore del Piceno.
Apri la schedaLegume antico simile a un piccolo pisello selvatico, di colore verde-marrone screziato, coltivato sugli altipiani intorno a Civita di Cascia: recuperato dall'oblio da pochi produttori locali.
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