Caciocavallo Podolico lucano
Pasta filata ottenuta dal latte della razza bovina Podolica allevata allo stato brado sull'Appennino lucano: stagionature lunghe e aromi che ricordano il pascolo.
Apri la schedaFormaggi, salumi, oli, vini, pani e dolci del territorio. Le schede riportano origine geografica, certificazione, disciplinare e collegamento ai piatti che li vedono protagonisti.
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Pasta filata ottenuta dal latte della razza bovina Podolica allevata allo stato brado sull'Appennino lucano: stagionature lunghe e aromi che ricordano il pascolo.
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Formaggio a pasta filata stagionato a coppie legate a cavallo di un bastone: tradizione condivisa con Basilicata, Calabria, Molise e Puglia.
Apri la schedaFormaggio di latte caprino o ovino ottenuto con doppia coagulazione, presamica e termica: consumato fresco o essiccato e grattugiato sulla pasta.
Apri la schedaFormaggio di latte di bufala dell'Agro Pontino a pasta compatta e breve stagionatura, dal sapore dolce e leggermente acidulo.
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PATFormaggio ovino o misto della campagna romana, a stagionatura breve (20–40 giorni) o media. Pasta bianca, sapore dolce e leggermente aromatico. Prodotto Agroalimentare Tradizionale (PAT) del Lazio.
Apri la schedaFormaggio misto vaccino e ovino a pasta semicotta con scaglie di tartufo nero incorporate nella pasta: prodotto tipico della Valnerina, dove la tartuficoltura è tradizione secolare.
Apri la schedaPecorino di lunga stagionatura (fino a due anni) prodotto a Castel del Monte, sull'altopiano di Campo Imperatore. Presidio Slow Food, PAT dell'Abruzzo.
Apri la schedaFormaggio di latte ovino e caprino stagionato nei fondaci di Moliterno, locali freschi e ventilati: forma cilindrica con i segni del canestro, pasta compatta e sapore intenso.
Apri la schedaFormaggio ovino a pasta dura prodotto nel Tavoliere e nella Murgia con latte delle pecore Gentile di Puglia: prende nome dai canestri di giunco che ne segnano la crosta.
Apri la schedaFormaggio a pasta dura prodotto nelle malghe trentine con latte vaccino crudo, stagionato in canestri di legno che ne segnano la crosta: prodotto tradizionale delle alpeggi estivi.
Apri la schedaPiccole conchiglie di mare pescate nelle acque antistanti Chioggia, consumate crude o scottate: prodotto della marineria della laguna sud veneta.
Apri la schedaRosso da uve Cannonau prodotto in tutta l'isola, con le sottozone Oliena/Nepente di Oliena, Jerzu e Capo Ferrato: caldo, speziato, con note di frutta rossa matura.
Apri la schedaBiscotti secchi alle mandorle, cotti due volte per ottenere la caratteristica croccantezza: si servono a fine pasto intinti nel Vin Santo, in tutta la Toscana.
Apri la schedaCoppa di suino salata a secco, aromatizzata con pepe e vino, avvolta in pellicola di diaframma e legata a mano prima della stagionatura.
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Salume stagionato ricavato dal capocollo di suino, affumicato con legno di fragno della Valle d'Itria e stagionato per mesi. Riconoscimento PAT (Puglia).
Apri la schedaSalume ricavato dal collo del maiale, salato a secco e insaporito con pepe e aglio, stagionato per alcuni mesi: prodotto della tradizione norcina della Valnerina, distinto dalla coppa piacentina.
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Boccioli floreali di Capparis spinosa raccolti a mano nelle isole Eolie (Salina, Lipari, Filicudi) e conservati sotto sale marino. DOP dell'Unione Europea dal 2019.
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Boccioli di cappero raccolti a mano sull'isola di Pantelleria (Trapani), essiccati e conservati sotto sale marino. IGP dell'Unione Europea dal 1996, prima IGP europea per il cappero.
Apri la schedaPiccola produzione vinicola dell'isola di Capri: bianchi da Falanghina e Greco, rossi da Piedirosso, entrambi legati alla ristorazione locale.
Apri la schedaDenominazione bresciana della collina isolata di Capriano, con rossi da Sangiovese e Marzemino e un bianco Trebbiano.
Apri la schedaFormaggio di latte caprino del Sannio molisano, a pasta bianca e sapore netto, prodotto in piccole forme e consumato fresco o brevemente stagionato.
Apri la schedaCultivar salentina precoce dal capolino violaceo: consumata cruda in pinzimonio, fritta in pastella o al forno con patate.
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Carciofo precoce a capolino violetto coltivato nella provincia di Brindisi (varietà Brindisino). IGP dell'Unione Europea, raccolto tra novembre e aprile.
Apri la schedaCarciofo violetto coltivato nelle campagne collinari di Montelupone, nel Maceratese, dal cuore tenero: usato fresco in primavera in numerose ricette locali.
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