Castagna di Aritzo
Castagne dei castagneti della Barbagia di Belvì, attorno ad Aritzo e Desulo: consumate arrostite o essiccate, sono protagoniste della sagra autunnale.
Apri la schedaFormaggi, salumi, oli, vini, pani e dolci del territorio. Le schede riportano origine geografica, certificazione, disciplinare e collegamento ai piatti che li vedono protagonisti.
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Castagne dei castagneti della Barbagia di Belvì, attorno ad Aritzo e Desulo: consumate arrostite o essiccate, sono protagoniste della sagra autunnale.
Apri la schedaCastagne dei Monti Picentini coltivate nell'areale di Serino (Avellino), dolci e farinose: base per marron glacés e prodotti dolciari.
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Castagna della cultivar «Marrone» coltivata nei castagneti di Vallerano (Viterbo), nei Monti Cimini. DOP dell'Unione Europea dal 2009.
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Vino rosso DOCG prodotto nell'area di Castel del Monte, in provincia di Bari e BAT, da uve Nero di Troia (Uva di Troia) in purezza (min. 90%). Struttura importante, invecchiamento minimo di due anni.
Apri la schedaVertice qualitativo del Verdicchio dei Castelli di Jesi, con affinamento minimo prolungato: la sola DOCG bianca delle Marche insieme all'Offida Pecorino.
Apri la schedaFormaggio d'alpeggio della Valle Grana prodotto nei comuni di Castelmagno, Pradleves e Monterosso Grana: pasta friabile, sapore intenso e piccante, nelle versioni di montagna e d'alpeggio.
Apri la schedaFormaggio fresco acidulo di latte ovino o caprino, conservato nel siero e usato anche come ripieno di seadas e culurgiones: detto anche frue o merca a seconda della zona.
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Pasta fresca di semola di grano duro tipica del Cilento (Salerno). Piccoli gnocchetti con incavo centrale lavorati a mano, conditi con sugo di pomodoro, ragù o legumi.
Apri la schedaBibita analcolica dolce e leggermente frizzante a base di succo ed essenza di cedro, dal colore giallo tenue e dall'aroma agrumato amaricante. La sua storia italiana si lega alla produzione bresciana di sciroppi di cedro avviata fra Sette e Ottocento a Salò; la materia prima proviene in larga parte dalla cedricoltura calabrese della Riviera dei Cedri.
Apri la schedaCedro della Riviera dei Cedri, coltivato sotto le pergole nella fascia costiera tirrenica cosentina: usato candito, in liquore e nell'uso rituale ebraico.
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PATLiquore verde intenso prodotto a Tocco da Casauria (Pescara) dal 1817 con oltre cento erbe di montagna della Majella. Gradazione elevata, sapore balsamico e piccante. PAT dell'Abruzzo.
Apri la schedaRosato DOC (dal 2010) da uve Montepulciano vinificate in bianco: colore ciliegia (cerasa) intenso, profumo fruttato, ideale con arrosticini e pesce.
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Unica DOCG della Sicilia (dal 2005), rosso da uve Nero d'Avola e Frappato prodotto nell'area di Vittoria (Ragusa) e in altri comuni di Caltanissetta e Catania.
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Unica DOCG rossa del Lazio (dal 2008), da uve Cesanese di Affile nei comuni di Piglio, Serrone, Acuto, Anagni e Paliano in Ciociaria.
Apri la schedaCarne di razza bovina Chianina, una delle più antiche razze bovine italiane, allevata nella Val di Chiana e in altre aree dell'Appennino centrale: base della bistecca alla fiorentina.
Apri la schedaRosso da uve Sangiovese prevalenti prodotto nella zona storica del Chianti fra Firenze e Siena, contrassegnato dal gallo nero: tannino equilibrato e note di ciliegia, spesso affinato in versione Riserva.
Apri la schedaRosso da Sangiovese prodotto in un'area molto più ampia rispetto al Chianti Classico, suddivisa in diverse sottozone: beva versatile, spesso più immediata rispetto alla denominazione storica.
Apri la schedaAmaro a base di corteccia di china e altre erbe, tradizione delle distillerie genovesi ottocentesche legate al commercio portuale con le colonie.
Apri la schedaBibita analcolica gassata, scura e amaricante, diffusa in tutta Italia dal secondo dopoguerra. Prende il nome dall'agrume Citrus × myrtifolia coltivato storicamente sulla Riviera ligure di Ponente: alcune formulazioni ne contengono estratto o succo, altre solo aromi amaricanti. Nessuna denominazione geografica per la bevanda; il Presidio Slow Food «Chinotto di Savona» riguarda l'agrume.
Apri la schedaPiccolo agrume amaro (Citrus × myrtifolia) coltivato sulla Riviera ligure di Ponente fra Varazze, Savona, Albenga e Finale Ligure. Non si consuma fresco: dopo deamarizzazione in salamoia diventa frutto candito, frutto sotto maraschino, sciroppo o marmellata. Tutelato dal Presidio Slow Food «Chinotto di Savona»: non è una DOP né una IGP e non va confuso con la bibita omonima.
Apri la schedaPane a impasto molto idratato, forma piatta e allungata, crosta sottile e croccante e mollica dagli alveoli ampi e irregolari. È una creazione documentata: nel 1982 il mugnaio Arnaldo Cavallari la mise a punto ad Adria, in provincia di Rovigo, come risposta italiana alla baguette; da lì si è diffusa in tutta Italia e all'estero.
Apri la schedaSalame morbido e spalmabile di carni suine finemente tritate, aromatizzato con aglio e vino, affumicato leggermente al fumo di ginepro o faggio: prodotto simbolo della norcineria marchigiana.
Apri la schedaLegume antico dalla forma irregolare, coltivato a Castelvecchio Calvisio nel Parco del Gran Sasso. Presidio Slow Food, PAT dell'Abruzzo.
Apri la schedaCiliegie coltivate sui pendii collinari attorno a Marostica, città della celebre partita a scacchi con figure viventi: polpa soda e dolce, raccolta fra maggio e giugno.
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