Lambrusco di Sorbara DOC
Rosso frizzante modenese dal colore scarico e dalla spuma rosata, teso e agrumato: il più «bianco» dei lambruschi.
Apri la schedaFormaggi, salumi, oli, vini, pani e dolci del territorio. Le schede riportano origine geografica, certificazione, disciplinare e collegamento ai piatti che li vedono protagonisti.
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Rosso frizzante modenese dal colore scarico e dalla spuma rosata, teso e agrumato: il più «bianco» dei lambruschi.
Apri la schedaLambrusco delle colline modenesi, colore cupo, tannino percepibile e spuma consistente: ideale con gnocco fritto e salumi.
Apri la schedaVino rosso frizzante prodotto nella provincia di Mantova da uve Lambrusco, in versione secca o amabile.
Apri la schedaVino della Bassa modenese da uve Salamino, dal frutto pieno e dalla beva succosa, a metà strada fra Sorbara e Grasparossa.
Apri la schedaDenominazione della piana lametina: rossi e rosati da Gaglioppo, Magliocco e Greco nero, bianchi da Greco e Malvasia.
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PATBulbi di cipollotto selvatico (Muscari comosum) dal sapore amarognolo, consumati lessati, sott'olio o al forno. Prodotto tradizionale (PAT) tipico della cucina povera pugliese.
Apri la schedaLardo di suino stagionato in conche di marmo di Carrara con sale, aromi e spezie, secondo un metodo praticato a Colonnata da secoli: consistenza morbida e profumo intenso di erbe.
Apri la schedaLenticchia piccola d'altura coltivata sui terreni magri dell'Alto Molise: buccia sottile, non richiede ammollo prolungato.
Apri la schedaPiccolo legume dalla buccia sottile coltivato sull'altopiano del Piano Grande, nel comune di Norcia, senza necessità di ammollo: celebre anche per la fioritura multicolore del Piano Grande a giugno.
Apri la schedaLegume di piccole dimensioni e buccia sottile coltivato sull'altopiano di Castelluccio, a cavallo fra Marche e Umbria, senza necessità di ammollo prima della cottura.
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Lenticchia dell'ecotipo locale coltivata nei terreni vulcanici di Onano (Viterbo), nell'Alto Lazio. IGP dell'Unione Europea dal 2021.
Apri la schedaPiccola lenticchia scura coltivata a oltre 1250 m nel Parco del Gran Sasso, dal sapore intenso e dalla buccia sottile. Presidio Slow Food, PAT dell'Abruzzo.
Apri la schedaLiquore ottenuto dall'infusione delle sole scorze di limone in alcol, poi diluita con sciroppo zuccherino: prodotto simbolo della Costiera.
Apri la schedaLiquore ottenuto per infusione delle bucce di limone di Monterosso in alcol con acqua e zucchero: digestivo profumato tipico della costa spezzina.
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«Sfusato amalfitano»: limone dell'ecotipo tipico della Costiera Amalfitana (provincia di Salerno). IGP dell'Unione Europea dal 2001.
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Limone Femminello coltivato sui versanti orientali dell'Etna, nelle province di Catania e Messina. IGP dell'Unione Europea dal 2020: buccia sottile, alto contenuto di oli essenziali.
Apri la schedaLimone coltivato sui terrazzamenti delle Cinque Terre, dalla buccia spessa e profumata, usato per il celebre limoncino locale e in cucina per condire pesce e acciughe.
Apri la schedaLimone dell'alto Ionio cosentino, dalla buccia sottile e profumata e dall'acidità contenuta: usato fresco, in pasticceria e in liquoreria.
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Limone della cultivar Femminello Siracusano coltivato nella provincia di Siracusa. Tre fioriture (Primofiore, Bianchetto, Verdello). IGP dell'Unione Europea dal 2011.
Apri la schedaFemminello Ovale della Penisola Sorrentina, dalla buccia spessa e profumata: base del limoncello sorrentino e di molti dolci locali.
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Limone della cultivar Femminello del Gargano coltivato nei comuni di Vico del Gargano, Ischitella e Rodi Garganico. IGP dell'Unione Europea, caratterizzato dall'oleoso profumo della buccia.
Apri la schedaRadice di Glycyrrhiza glabra coltivata e spontanea sulla fascia ionica: si consuma come radice fresca o essiccata e come estratto puro in pastiglie.
Apri la schedaInfusione delle bucce di bergamotto reggino in alcol e sciroppo di zucchero: profilo agrumato e amaricante, più asciutto di un limoncello.
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Digestivo ottenuto per infusione in alcol e sciroppo dei semi e delle ombrelle di finocchietto selvatico della macchia mediterranea pugliese: è il prodotto trasformato, distinto dall'erba spontanea di partenza.
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