Mallegato
Sanguinaccio insaccato di sangue di maiale, lardo e spezie, diffuso nella zona di San Miniato e nel Pisano: simile ad altri sanguinacci toscani, si consuma fresco, a fette spesse.
Apri la schedaFormaggi, salumi, oli, vini, pani e dolci del territorio. Le schede riportano origine geografica, certificazione, disciplinare e collegamento ai piatti che li vedono protagonisti.
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Sanguinaccio insaccato di sangue di maiale, lardo e spezie, diffuso nella zona di San Miniato e nel Pisano: simile ad altri sanguinacci toscani, si consuma fresco, a fette spesse.
Apri la schedaGnocchetti di semola rigati su cestino di giunco, storicamente colorati con zafferano: la pasta secca più diffusa dell'isola, chiamata anche cigiones o macarrones caidos.
Apri la schedaBianco aromatico da Malvasia di Candia aromatica, nelle versioni secca, frizzante e dolce, tipico delle vallate piacentine.
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Vino passito dolce delle isole Eolie (in particolare Salina), da uve Malvasia di Lipari e Corinto Nero. DOC dal 1973: vino dorato, dolce e aromatico.
Apri la schedaBianco da uve Malvasia della Planargia, prodotto anche in versione ossidativa e dolce: rarità enologica della costa occidentale, abbinata a formaggi stagionati e dolci secchi.
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PATMandorla di grande pregio pasticcero coltivata storicamente ad Avola (Siracusa) nelle varietà Pizzuta, Fascionello e Romana. PAT della Sicilia, Presidio Slow Food.
Apri la schedaMandorla dolce dell'area murgiana di Toritto (Bari), presidio Slow Food, base di confetti, torroncini e paste di mandorla pugliesi.
Apri la schedaMandorle dolci e amare coltivate nel Campidano e nel Sarrabus: base indispensabile di amaretti, gueffus, sospiri e torroni dell'isola.
Apri la schedaTorrone morbido di miele, zucchero, albume e mandorle lavorato in caldaia, prodotto da generazioni a Cologna Veneta nella Bassa veronese: dolce tradizionale delle feste di fine anno.
Apri la schedaInvolucro di pasta filata che racchiude un cuore di burro: tecnica di conservazione pastorale ancora praticata nell'Appennino molisano.
Apri la schedaFormaggio di pecora stagionato che fermenta con l'aiuto delle larve di Piophila casei, dalla pasta cremosa e sapore intenso. Presidio Slow Food, PAT dell'Abruzzo.
Apri la schedaCastagna di piccola pezzatura e buccia sottile coltivata sulle pendici del Vulture: dolce e pastosa, usata per marmellate, farine e dolci di Natale.
Apri la schedaMarroni di grossa pezzatura dei castagneti del Mugello, a nord di Firenze: polpa dolce e facilmente sbucciabile, tradizionalmente essiccati nei metati o lavorati in dolci e farine.
Apri la schedaMarrone di pezzatura grossa dei castagneti della Valle di Susa e della Val Sangone, dalla buccia lucida e facilmente pelabile: base dei marron glacé torinesi.
Apri la schedaMarrone della Valle del Santerno, nell'Appennino imolese: pezzatura grande, buccia lucida e pasta dolce adatta a marrons glacés e farine.
Apri la schedaCastagna pregiata dell'Alta Val Seriana bergamasca, di grossa pezzatura e buccia sottile, tradizionalmente arrostita o lessata.
Apri la schedaCastagna pregiata dei boschi collinari di Combai, nel Trevigiano, celebrata da una delle più antiche fiere della castagna del Veneto: frutto grande, dolce e facile da pelare.
Apri la schedaCastagna di grande pezzatura coltivata nei castagneti secolari del comune di Lillianes, in Bassa Valle, dal sapore dolce e dalla buccia facile da sbucciare: alla base della zuppa di castagne e riso.
Apri la schedaMarrone di grande pezzatura coltivato nel Cilento interno, con episperma facilmente asportabile: ideale per canditura e caldarroste.
Apri la schedaCastagna pregiata dei boschi della Lessinia veronese attorno a San Zeno di Montagna, dal sapore dolce e dalla buccia sottile facile da sbucciare: DOP dal 2003.
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Vino liquoroso storico di Marsala (Trapani) da uve Grillo, Catarratto, Inzolia (bianco) o Perricone, Nero d'Avola, Nerello (rubino). DOC dal 1969, tra i primi vini fortificati italiani riconosciuti.
Apri la schedaBianco della Valle d'Itria (aree di Martina Franca, Alberobello e Locorotondo), simile al Locorotondo per varietà e profilo.
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PATPiccolo formaggio caprino tradizionale della Valle di Comino e dei Monti Ausoni (Frosinone e Latina), prodotto dalla primavera con latte crudo di capra. Forma cilindrica di 60–100 g, pasta bianca e sapore lattico che matura fino a farsi piccante. Prodotto Agroalimentare Tradizionale (PAT) del Lazio, Presidio Slow Food.
Apri la schedaPecorino fresco a pasta molle, tradizionalmente prodotto nel mese di marzo con il primo latte di stagione: prende il nome dal periodo di produzione, nelle colline del Chianti.
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